Selected Ambient Works 85-92 (1992)
Aphex Twin
Siamo in un'area di confine tra la musica ambient e la musica elettronica. Nel 1992 il DJ britannico Richard D. James, dopo diverse esperienze nella scena underground inglese, pubblica sotto lo pseudonimo di Aphex Twin questo disco di brani strumentali — una raccolta che in realtà nasce anni prima: i pezzi più vecchi risalgono al 1985, quando James aveva appena tredici o quattordici anni e li componeva già in camera sua, su attrezzatura homemade (ecco perché il titolo termina con 85-92).
Il disco consacra un genere appena nato, quello dell'"ambient techno": i brani scorrono come un sottofondo ambient, indefinito, sfumato, ovattato, e sopra si stagliano suoni metallici, pulsazioni, scintille, suoni liquidi. Forse l’aggettivo migliore per descrivere il suono del disco è proprio "fluido". Non a caso, sebbene il disco sia fondamentalmente strumentale, compaiono qua e là sample e field recording — si sentono a volte veri liquidi scorrere.
Sebbene a un primo ascolto possa sembrare un'esperienza omogenea e monotona — le tracce sono lunghe, spesso ripetitive e in loop su alcune note, in una sorta di sessione ipnotica — con gli ascolti rivela invece una certa eterogeneità. Si passa da un ambient più puro di Ageispolis — disturbato solo da un basso e una melodia ripetuta — alla più affollata Green Calx, che include anche un campionamento preso dal film Robocop.
Probabilmente non è il miglior disco elettronico e ambient techno degli anni '90, ma rimane comunque un disco fondamentale per gli sviluppi e gli intrecci tra elettronica e ambient, oltre che un vero punto di partenza e di svolta.