Tutti Altro Francese Giapponese Inglese Italiano Spagnolo
Ordina: Per data di creazione Dal migliore Dal peggiore
Anno
Punteggio minimo: 74
74100
Azzera

2 album trovati

Cover di Is This It

Is This It (2001)

The Strokes

Indie Rock Garage Rock

Is This It esce nel 2001, in pieno dominio del nu metal — Limp Bizkit, Slipknot, Korn sulle classifiche rock/metal. Gli Strokes arrivano da New York con tutt'altro in testa: garage rock e Velvet Underground, un suono volutamente grezzo e analogico che guarda indietro agli anni '70 piuttosto che al presente. In quel contesto, il disco suonava come una risposta precisa a qualcosa che stava stancando.

La produzione è essenziale, quasi ostentatamente povera di sovrastrutture — pochi strumenti, registrazione live, nessun trucco in studio. La voce di Julian Casablancas è filtrata e distorta, come se arrivasse da una radio lontana, e contribuisce a quell'atmosfera da club newyorkese di periferia. Someday è il momento più immediato: un ritornello che entra in testa quasi subito e non se ne va.

Il problema è che quella stessa essenzialità, portata avanti per tutto il disco, rischia di diventare uniformità. Le basi di batteria si assomigliano molto da una traccia all'altra — Someday e New York City Cops condividono quasi lo stesso ritmo — e quell'omogeneità, a seconda di chi ascolta, può risultare coerenza stilistica o semplicemente ripetizione.

Un disco che ha avuto un peso storico innegabile — ha aperto la strada al garage rock revival dei primi 2000 e si sente nelle impronte di mezza generazione di band successive — ma che oggi può mostrare più di qualche crepa.

Leggi di più
giocoso rilassato

Miglior traccia: Someday

74
Tier 4° · Rank 224°
Cover di Nero a Metà

Nero a Metà (1980) ✰

Pino Daniele

Blues Canzone Napoletana

Nero a metà è uno di quei dischi che non si spiegano facilmente, e forse è meglio così. Pino Daniele aveva 25 anni quando lo pubblicò, nel 1980, ed era già capace di fare una cosa che pochi riescono in tutta una carriera: prendere due mondi sonori lontanissimi e farli stare insieme come se non avessero mai vissuto separati.

Lo disse lui stesso: «Nero a metà è il fondere due realtà diverse, due linguaggi: la musica americana di un certo tipo e il nostro modo italiano di fare musica melodica.» Ed è esattamente quello che senti. Il blues, il soul, il groove americano — tutto filtrato attraverso il dialetto napoletano, quella lingua che porta con sé secoli di melodia e malinconia. Non è un esperimento, non è una fusione forzata: è qualcosa di naturale, quasi inevitabile. E il titolo non è solo un concetto musicale — è anche un omaggio a James Senese, il sassofonista del disco, figlio di un soldato americano e di una madre napoletana, nero a metà nel senso più letterale. Quella stessa doppia identità che attraversa l'intero album.

Il disco sa essere tante cose senza perdere coerenza. A me me piace 'o blues è puro groove, spensierata e ballabile, con un'energia che non ti aspetti. Voglio di più è l'opposto: raccolta, quasi sospesa, costruita su un crescendo di atmosfera che ti trascina dentro lentamente. E poi c'è Quanno Chiove, il preferito dello stesso Pino, che la descrisse come una delle sue prime canzoni d'amore. È il momento in cui tutto si spoglia: la voce si fa più nuda, il sax di Senese accompagna senza mai sovrastare, e quello che resta è una ballata di rara delicatezza, in bilico tra malinconia napoletana e sensibilità soul. Una canzone che non invecchia.

Pino Daniele è un unicum nella musica italiana — non ha paragoni, non ha imitatori credibili. Nero a metà è la prova più chiara di questo: un disco che suona come nessun altro, prima o dopo.

Leggi di più
malinconico sensuale giocoso

Miglior traccia: Quanno chiove

Hits: Quanno chiove, Voglio di più

100
Tier 1° · Rank 39°