Is This It (2001)
The Strokes
Is This It esce nel 2001, in pieno dominio del nu metal — Limp Bizkit, Slipknot, Korn sulle classifiche rock/metal. Gli Strokes arrivano da New York con tutt'altro in testa: garage rock e Velvet Underground, un suono volutamente grezzo e analogico che guarda indietro agli anni '70 piuttosto che al presente. In quel contesto, il disco suonava come una risposta precisa a qualcosa che stava stancando.
La produzione è essenziale, quasi ostentatamente povera di sovrastrutture — pochi strumenti, registrazione live, nessun trucco in studio. La voce di Julian Casablancas è filtrata e distorta, come se arrivasse da una radio lontana, e contribuisce a quell'atmosfera da club newyorkese di periferia. Someday è il momento più immediato: un ritornello che entra in testa quasi subito e non se ne va.
Il problema è che quella stessa essenzialità, portata avanti per tutto il disco, rischia di diventare uniformità. Le basi di batteria si assomigliano molto da una traccia all'altra — Someday e New York City Cops condividono quasi lo stesso ritmo — e quell'omogeneità, a seconda di chi ascolta, può risultare coerenza stilistica o semplicemente ripetizione.
Un disco che ha avuto un peso storico innegabile — ha aperto la strada al garage rock revival dei primi 2000 e si sente nelle impronte di mezza generazione di band successive — ma che oggi può mostrare più di qualche crepa.
Miglior traccia: Someday