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Azzera

61 album trovati

Cover di L’AMORE
51°

L’AMORE (2023) ✰

Madame

Pop Cantautorato

Ci sono dischi fatti per il mercato e dischi che nascono da un'idea, da un concetto, da qualcosa che vuole essere detto. L'Amore è assolutamente uno di questi. A un primo ascolto potrebbe sembrare un disco erotico, ma liquidarlo come volgare sarebbe riduttivo. Madame fa qui un'operazione ben precisa: dare voce a pensieri che ci hanno sfiorato almeno una volta, dare forma a storie considerate malate o socialmente inaccettabili. Tutto ruota attorno all'amore — palesemente dichiarato dalla copertina minimal rosso fuoco — e alle sue sfaccettature, come chiarisce fin dalle tracce di apertura.

In "Il Bene nel Male" canta dell'amore che può provare anche una prostituta, figura solitamente ridotta a merce e privata di umanità. In "Quanto Forte Ti Pensavo", traccia da pelle d'oca, esplora le sfumature più oscure del sentimento, quando una donna si innamora delle violenze subite — e agli uomini che ho amato ho confessato il mio segreto, e non ho detto mai chi fosse stato, ma che ancora lo volevo. Ma il disco non parla solo di amore fisico: c'è quello quasi progressivo e visionario di "Milagro", dedicata all'amica Matilde — sei il crepuscolo di agosto sul lago dopo il temporale — o quello di un marinaio per il mare, nonostante la sua forza e la sua violenza.

L'Amore è un disco dal respiro universale, espresso con una bellezza che sa essere affascinante e a tratti disturbante. Sa essere spietatamente diretto, quasi a rivendicare il diritto di usare lo stesso linguaggio concesso ai colleghi rapper maschi — chissà quanto ho scopato nella scorsa vacanza — e al tempo stesso straordinariamente poetico — mi farei vecchia solo per donarti il passato che ho. Due anime che coesistono in equilibrio perfetto, sostenute da un tappeto musicale eterogeneo, a tratti erotico e travolgente, a tratti calmo e dolce.

Con questo disco Madame dimostra definitivamente di essere una delle artiste più forti del momento.

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erotico sensuale riflessivo

Miglior traccia: Come voglio l’amore

Hits: Per Il Tuo Bene, Come Voglio L’Amore, Quanto forte ti pensavo, Il bene nel male

100
Tier 1° · Rank 8°
Cover di Mediterraneo
52°

Mediterraneo (2025)

Bresh

Pop Pop Rap Cantautorato

Col terzo disco ufficiale, Bresh porta a casa un lavoro che ha un'identità precisa fin dal titolo: Mediterraneo è un collegamento diretto a Genova, al mare, alle radici liguri dell'artista. E si sente — le produzioni riprendono la scia del cantautorato della sua terra, con suoni liquidi, ariosi, costruiti su arrangiamenti che evocano davvero il Mediterraneo. Ascoltando Capo Horn, ad esempio, ci si ritrova quasi a cavalcare le onde su una barca a vela: l'atmosfera è centrata e convincente.

Il problema è che il disco regge soprattutto sulle hit già consolidate nel suo repertorio — Guasto d'amore e Altamente Mia rubano la scena e fanno sembrare il resto del progetto un contorno. Le tracce nuove, con qualche eccezione, non aggiungono molto.

L'eccezione più netta è La Tana del Granchio, il brano portato al 75° Festival di Sanremo: il più intenso ed emotivo del disco, capace di colpire nonostante una scrittura volutamente sfumata, dai contorni indefiniti — la tana sono i nostri affetti? La nostra intimità? Non si capisce del tutto, e forse è proprio questo a renderlo interessante.

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riflessivo malinconico

Miglior traccia: La Tana del Granchio

Hits: La Tana del Granchio, Guasto d’Amore, Altamente Mia

54
Tier 7° · Rank 389°
Cover di Thriller
53°

Thriller (1982) ✰

Michael Jackson

Pop R&B

Basterebbe dire che Beat It, Billie Jean e Thriller sono tutte e tre sullo stesso disco per capire di cosa si sta parlando. Ma Thriller — sesto album in studio di Michael Jackson, uscito nel 1982 — è molto più della somma delle sue hit.

Jackson arrivava da Off the Wall, già un disco eccellente, prodotto sempre con Quincy Jones. Con Thriller decise che non bastava fare un buon disco: voleva un album senza un brano debole, dove ogni traccia potesse essere un singolo. Un'ambizione quasi ridicola sulla carta, eppure riuscita.

Wanna Be Startin' Somethin', che apre il disco, ti mette in moto dal primo secondo con un ritmo funkeggiante che anticipa di qualche anno tutta quella musica tesa e sincopata che avrebbe riempito i polizieschi americani degli Ottanta. Billie Jean costruisce la sua tensione su un giro di basso ipnotico che non ti lascia. Beat It porta Eddie Van Halen a suonare un assolo di chitarra rock in un disco pop, e funziona. Sono scelte che avrebbero potuto sembrare forzate e invece suonano inevitabili — questo è il merito di Quincy Jones, capace di tenere insieme mondi sonori diversissimi con una produzione lucidissima.

L'impatto culturale del disco va però oltre la musica. Prima di Thriller, gli artisti neri faticavano ad ottenere spazio su MTV — Billie Jean fu il primo video di un artista Black ad avere heavy rotation sul canale, aprendo una porta che non si sarebbe più richiusa. Il video di Thriller, quattordici minuti diretti da John Landis con Jackson che balla con un'orda di zombie, trasformò il videoclip in qualcosa di più vicino al cinema che alla promozione discografica.

Con questo disco Michael Jackson non si è semplicemente consacrato: è diventato un fenomeno culturale globale di proporzioni irripetibili. L'album più venduto di tutti i tempi — oltre sessanta milioni di copie fisiche — ma soprattutto un disco che ha riscritto le regole di come la musica pop poteva suonare, essere vissuta e distribuita. Difficile immaginare qualcosa che si avvicini.

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euforico misterioso

Miglior traccia: Billie Jean

Hits: Thriller, Billie Jean, Beat It, Wanna Be Startin’ Somethin’

100
Tier 1° · Rank 14°
Cover di Radical Pop
54°

Radical Pop (2025)

Bais

Pop Indie Pop

Bais è un mix di Battiato — per la tendenza a mescolare pop e sperimentazione con una certa eleganza — e indie pop contemporaneo. Con Radical Pop sembra aver spinto ulteriormente in quella direzione rispetto al precedente Disco Due: se quel disco suonava pop in modo più tradizionale, questo, nonostante il nome, si allontana dal pop puro e gioca con l'elettronica e l'alt rock in modo più marcato.

Nel complesso è un disco che si ascolta con piacere, con diverse tracce riuscite sul piano melodico — come Freddo Cane o E poi — ma anche altre che si dimenticano in fretta, troppo vicine a quell'indie italiano anonimo e già sentito che abbonda oggi.

Con Radical Pop Bais conferma di avere del potenziale, ma deve ancora trovare la dimensione giusta per esprimerlo fino in fondo.

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malinconico sognante

Miglior traccia: Freddo Cane

Hits: E poi, Freddo Cane

60
Tier 6° · Rank 360°
Cover di Sotto il segno dei Pesci
55°

Sotto il segno dei Pesci (1978)

Antonello Venditti

Pop Cantautorato

Sotto il segno dei pesci esce nel 1978, uno degli anni più pesanti della Repubblica italiana — l'anno del rapimento Moro, della fine di ogni illusione collettiva. Ed è esattamente di questo che parla Venditti: di una generazione che aveva creduto in qualcosa, che aveva corso per le strade, discusso, sognato, e si ritrova adulta in un mondo che non ha scelto. La title track lo dice in modo diretto e malinconico, Sara lo fa con più delicatezza, raccontando storie personali che però suonano universali.

È il disco della svolta: fino ad allora Venditti era rimasto in una dimensione più di nicchia, più impegnata. Qui trova il modo di parlare a tutti senza rinunciare alla sostanza — e il successo commerciale arriva di conseguenza, con la title track che sale in vetta alle classifiche. Non è un compromesso, è una maturazione.
Musicalmente si muove nelle sonorità tipiche della canzone d'autore italiana, con melodie calde e costruzioni semplici che lasciano tutto lo spazio alla voce. E la voce di Venditti è davvero inconfondibile: c'è un calore particolare nel modo in cui sta sulla melodia, una capacità di piegarla senza forzarla che lo distingue dai suoi contemporanei — De Gregori, Dalla — pur condividendo con loro lo stesso mondo. Ti porta a Roma anche senza citarla mai esplicitamente, il che è forse la cosa più difficile da spiegare e quella che riesce meglio.

A distanza di quarant'anni, il disco suona ancora attuale. Segno che quelle storie di ideali traditi, di aspettative e disillusioni, non appartenevano solo a una generazione — appartengono a chiunque sia mai stato giovane.

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malinconico riflessivo

Miglior traccia: Sotto il segno dei pesci

Hits: Sotto il segno dei pesci, Sara, Francesco

84
Tier 3° · Rank 212°
Cover di This is Elodie
56°

This is Elodie (2020)

Elodie

Pop Urban

This Is Elodie è il terzo album in studio della cantante romana, e non è azzardato dire che è il disco in cui Elodie ha iniziato a diventare interessante nel panorama pop italiano. Arriva dopo la partecipazione a Sanremo 2020 con Andromeda, pezzo che anticipa la sua futura deriva elettropop — quella che diventerà la sua cifra stilistica nei lavori successivi.

Il disco ha momenti genuinamente riusciti. Margarita con Marracash è la hit più forte, e funziona. Lupi Mannari è il tipo di canzone che non fa rumore ma fa il suo lavoro: melodia immediata, ritornello che entra in testa dopo due ascolti, quel disimpegno calibrato che nei pezzi pop è più difficile da ottenere di quanto sembri. Nessun featuring, regge da sola.
Il problema è che tra questi momenti se ne infilano altri che non aggiungono molto. Vado a Ballare da Sola con Lazza e Mal di Testa con Fabri Fibra sono collaborazioni che lasciano il tempo che trovano — sulla carta sembrano colpi, nell'ascolto non convincono.

La vera chicca è altrove: la cover di Niente canzoni d'amore di Marracash, nella versione acustica e minimale di Elodie, è diventata con il tempo una piccola hit immortale. C'è qualcosa di paradossale nel fatto che una reinterpretazione così spoliata riesca a valorizzare il testo originale più dell'originale stesso — eppure è così.

Complessivamente un bel disco, imperfetto ma significativo: il momento in cui si capisce che Elodie non è solo una voce in cerca di direzione.

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sensuale euforico

Miglior traccia: Niente canzoni d’amore

Hits: Niente canzoni d’amore, Lupi Mannari, Margarita

62
Tier 6° · Rank 354°
Cover di Ok, Respira
57°

Ok, Respira (2023)

Elodie

Pop Elettropop R&B

Alcuni dischi entrano nel crate in silenzio. Il voto parla da sé.

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euforico sensuale

Miglior traccia: Mai Più

Hits: Mai Più, Due, Bagno a mezzanotte

65
Tier 6° · Rank 341°
Cover di Mi Ami Mi Odi
58°

Mi Ami Mi Odi (2025)

Elodie

Pop Elettropop

Mi Ami Mi Odi lascia un po' di amaro in bocca, soprattutto se si arriva dai lavori precedenti di Elodie. La vena elettropop c'è ancora, ma smorzata, meno spinta, come se il disco non avesse il coraggio di spingersi fino in fondo.

Anche sul fronte dei testi si sente la differenza. A peggiorare le cose, i momenti migliori erano già usciti come singoli, togliendo al disco quella sensazione di scoperta che dovrebbe avere un progetto nuovo. Un passo indietro, purtroppo.

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Miglior traccia: Black Nirvana

Hits: Black Nirvana

38
Tier 8° · Rank 415°
Cover di Abbey Road
59°

Abbey Road (1969) ✰

The Beatles

Pop Pop Rock Hard Rock

Abbey Road è l'ultimo album inciso dei Beatles e uno dei più collezionati di sempre, complice la copertina iconica. La prima precisazione da fare è che, nonostante sia uno dei dischi più noti della band, definirlo il loro lavoro migliore è un'affermazione molto azzardata.

È un disco più immediatamente rock e pop nel senso tradizionale rispetto ad altri, e ha lasciato alcune delle loro hit più immediate e famose — Come Together, Here Comes the Sun, Something. Il suo punto di debolezza — o forse di forza, a seconda di come si vede la faccenda — è la frammentazione: il lato A scorre come un disco dei Beatles fatto e finito, poi nel lato B parte un lungo medley di brani brevi dall'animo più propriamente rock 'n' roll.

Tra le tracce più riuscite, oltre alle già citate, c'è la sprizzante e giocosa Octopus's Garden di Ringo Starr — scritta durante un suo viaggio in Sardegna — che riprende le atmosfere di Yellow Submarine.

È un disco ovviamente da ascoltare, ma chi cerca i Beatles più sperimentali e stratificati farà meglio a partire da Revolver o Sgt. Pepper's.

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malinconico giocoso

Miglior traccia: Octopus’s Garden

Hits: Octopus’s Garden, Here Comes The Sun, Come Together

86
Tier 3° · Rank 199°
Cover di La Voce Del Padrone
60°

La Voce Del Padrone (1981) ✰

Franco Battiato

Pop

Già solo per il fatto che contenga Centro di Gravità Permanente, La Voce del Padrone sarebbe un instant classic. Ma siamo di fronte a qualcosa di più: uno dei migliori dischi pop italiani di sempre, se non il migliore in assoluto.

Produzioni elettroniche e sperimentali per l'epoca — specialmente nell'ambito del pop — melodie immediatamente riuscite accompagnate da testi criptici, quasi deliranti, che celano significati a volte nascosti a volte sfacciatamente espliciti: non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese.

Tra le altre tracce memorabili, Cuccurucucù — con uno dei ritornelli più iconici della musica italiana — Bandiera Bianca, e la chiusura affidata a Sentimiento Nuevo, brano d'amore più tradizionale nella forma ma cantato con un linguaggio che solo Battiato poteva concepire: lo shivaismo tantrico di stile dionisiaco, la lotta pornografica dei Greci e dei Latini, la tua pelle come un'oasi nel deserto — e ancora cattura, ogni volta.

Un disco fondamentale, profondamente italiano, eternamente cantabile.

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giocoso misterioso

Miglior traccia: Centro di Gravità Permanente

Hits: Sentimento Nuevo, Centro di Gravità Permanente, Cuccurucucù, Summer On A Solitary Beach

100
Tier 1° · Rank 7°
Cover di Scarabocchi
61°

Scarabocchi (2025)

chiello

Pop

Il percorso musicale intrapreso da Chiello come solista, dopo l’esperienza “trap” nella FSK, continua a risultare interessante e affascinante. Scarabocchi, il suo terzo disco ufficiale, non fa eccezione. L’anima del progetto è già racchiusa negli scarabocchi presenti in copertina: un’immagine che riflette perfettamente la sua essenza.

È infatti un disco dall’animo fanciullesco, in cui Chiello sembra dialogare con amici immaginari e con altre versioni di sé, soffermandosi su temi come l’infanzia e l’amore. Un lavoro “morbido”, a tratti malinconico, dove questa malinconia emerge sia dalle produzioni sia dal tono inconfondibile dell’artista, capace di alternare momenti più introspettivi ad altri più energici e graffiati.

Le uniche vere criticità, forse, che impediscono al disco di compiere un ulteriore salto di qualità, risiedono nella presenza di alcuni featuring che non aggiungono nulla alla narrazione né al mood dei brani. Al contrario, nei pezzi in cui Chiello è da solo si percepisce una maggiore coesione, mentre queste collaborazioni finiscono per spezzare leggermente il flusso dell’ascolto.

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malinconico giocoso

Miglior traccia: Stupida Anima

Hits: Stupida Anima

71
Tier 5° · Rank 296°