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Azzera

6 album trovati

Cover di COLD 2 THE TOUCH

COLD 2 THE TOUCH (2026)

Angel Du$t

Punk Hardcore Punk Alternative Rock

Cold 2 The Touch - sesto disco della band di Baltimora Angel Du$t - è uno schiaffo in faccia: saltellante, energico, in continua evoluzione tra sonorità hardcore punk e momenti più rockeggianti. Un disco compatto che scorre veloce, complici i soli 27 minuti di durata e un ritmo costantemente incalzante.

Eppure non manca di respiro: momenti più distesi e melodici come Jesus Head sanno quando prendersi il loro spazio, esplodendo solo sull'assolo finale con il tempismo giusto. Tra le chicche del disco, il finale di The Knife e la martellata conclusiva di The Beat, che chiude tutto con la forza che ci si aspetta.

Per certi versi, le sonorità potrebbero evocare i giapponesi Maximum The Hormone - ma ripuliti dalle parti metalcore e dagli extrabeat.

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trionfante aggressivo

Miglior traccia: Cold 2 The Touch

Hits: Cold 2 The Touch, The Beat

87
Tier 3° · Rank 149°
Cover di 154

154 (1979)

Wire

Punk Post-Punk

Nella lista dei dischi “post-punk” da ascoltare almeno una volta nella vita, non può mancare 154 degli Wire. Pubblicato nel 1979, è il terzo capitolo della loro prima fase creativa e mostra una band che amplia il proprio linguaggio: chitarre sempre taglienti ma più atmosferiche, ritmiche dinamiche e arrangiamenti ricchi. Brani come “Map Ref. 41°N 93°W” hanno una spinta quasi propulsiva, mentre altri episodi giocano su tensione e stratificazione più prettamente punk. Rispetto ad altri dischi del genere può essere apprezzato da chi ricerca sonorità più vicine al rock tradizionale. E’ un disco che ha però bisogno di qualche ascolto aggiuntivo per poter cogliere tutti i dettagli e le sue sfumature.

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Miglior traccia: Map Ref 41 Degress

87
Tier 3° · Rank 150°
Cover di Entertainment!

Entertainment! (1979)

Gang of Four

Punk Post-Punk

Siamo di fronte ad uno dei dischi fondamentali della scena post-punk britannica di fine anni ‘70. Pubblicato nel 1979, in piena ondata post-punk post-Sex Pistols, Entertainment! nasce in un’Inghilterra attraversata da tensioni sociali e all’inizio dell’era Thatcher.

La band di Leeds inserisce nel linguaggio punk un impianto teorico esplicitamente marxista, trasformando brani come Damaged Goods e At Home He’s a Tourist in piccole dissezioni del capitalismo e delle dinamiche di consumo. Lo spirito di ribellione si percepisce chiaramente, soprattutto nella parte vocale.

A livello sonoro può risultare però meno dirompente rispetto ad altri dischi coevi o affini - pensare ad esempio a Deceit dei This Heat, dove è più facile essere scossi da una sorta di “tensione sonora”. In Entertainment! tutto è più asciutto, più controllato. Se piace il post-punk puro, ribelle, con meno contaminazioni dal rock dell’epoca, è un disco che può piacere.

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angosciante aggressivo

Miglior traccia: Ether

74
Tier 4° · Rank 223°
Cover di Love Is Not Enough

Love Is Not Enough (2026)

Converge

Punk Hardcore Punk Metalcore Sludge Metal

Love Is Not Enough è l’undicesimo album della band metalcore americana Converge.

Il disco ruota attorno alla complessità delle relazioni umane e al dolore che spesso si intreccia con l’amore, come suggerisce già il titolo. Anche dal punto di vista musicale si può leggere una divisione abbastanza netta: nella prima parte dominano tracce più aggressive, radicate nello spirito hardcore punk e metalcore; mentre nelle ultime tre o quattro canzoni il disco cambia leggermente registro, diventando più intenso ed emotivo, con brani più dilatati pur mantenendo un impatto sonoro sempre molto duro.

È interessante vedere come tematiche così intime e fragili vengano affrontate attraverso sonorità tanto abrasive. Nel complesso, non si tratta di un lavoro che rivoluziona il genere — soprattutto nei momenti più strettamente metalcore, dove risulta forse meno originale — ma è un disco che lascia intuire un certo potenziale di crescita, capace di rivelarsi sempre di più con gli ascolti.

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euforico angosciante

Miglior traccia: Force Meets Presence

Hits: Make Me Forget You, Force Meets Presence

73
Tier 5° · Rank 229°
Cover di Deceit

Deceit (1981) ✰

This Heat

Punk Post-Punk Experimental Rock Progressive Rock

Deceit è il secondo e ultimo disco dei This Heat, band londinese attiva a cavallo tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, ed è considerato uno dei lavori fondativi del post-punk sperimentale. Uscito nel 1981, è un disco che suona come se qualcuno avesse preso il punk, l'avanguardia, il krautrock e l'industrial, li avesse fatti a pezzi e rimontati secondo una logica tutta propria.

Il principio costruttivo del disco è letteralmente il collage: molte tracce nascono dalla manipolazione meccanica di nastri, da frammenti sonori sovrapposti, da ritmi spezzati e riassemblati. Paper Hats ne è l'esempio più immediato — a circa due minuti il brano cambia completamente pelle, i suoni ambientali irrompono, le percussioni si frantumano in qualcosa di difficile da classificare, e prima che tu abbia capito cosa sta succedendo sei già altrove. Non è una trovata: è una tecnica che attraversa l'intero disco. E non è un caso che anche la copertina funzioni allo stesso modo — è un montaggio costruito con ritagli di un opuscolo governativo britannico sulla sopravvivenza nucleare, assemblati a formare una maschera. Il collage visivo e quello sonoro sono la stessa cosa.

La batteria di Charles Hayward è il fulcro ritmico di tutto: in A New Kind of Water diventa la vera protagonista, con ritmi punk frammentati e ossessivi che trascinano il brano in avanti come una locomotiva fuori controllo. Il resto del gruppo costruisce attorno — chitarre, nastri, voci corali — ma è la batteria che tiene insieme i pezzi.

Dal punto di vista lirico, il disco è un documento della sua epoca: la Guerra Fredda, la paura nucleare, la critica alla manipolazione politica delle masse. Non è un disco confortante, né vuole esserlo.

Nel panorama post-punk, Deceit occupa uno spazio molto preciso: più sperimentale e destrutturato di 154 dei Wire, più costruito e concettuale di Entertainment! dei Gang of Four.

È il punto in cui il genere smette di fare i conti con il rock e comincia a fare i conti con qualcosa di più difficile da nominare. Un disco da cui partire — e da cui è difficile tornare indietro.

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angosciante aggressivo misterioso

Miglior traccia: Cenotaph

Hits: Cenotaph, A New Kind of Water

96
Tier 1° · Rank 73°
Cover di Affinita’ - Divergenze fra il compagno Togliatti e Noi del conseguimento della maggiore età

Affinita’ - Divergenze fra il compagno Togliatti e Noi del conseguimento della maggiore età (1986) ✰

CCCP Fedeli alla Linea

Punk Post-Punk New Wave

1964/1985 Affinità-Divergenze fra il compagno Togliatti e noi — Del conseguimento della maggiore età è un titolo chilometrico che già da solo dice tutto. È preso da un documento del 1962 del Partito Comunista Cinese, una polemica diretta contro Togliatti e il PCI italiano — e i CCCP lo usano come intestazione del loro disco d'esordio con il sarcasmo tipico di chi gioca con l'ideologia senza prenderla sul serio, o forse prendendola troppo sul serio, non è mai del tutto chiaro.

Il disco è un oggetto culturale prima ancora che musicale. Il suono mescola punk, elettronica industriale e persino il ballo liscio emiliano — quella provincia piatta e comunista da cui i CCCP vengono e che raccontano con un misto di disgusto e affetto. I testi sono la parte più memorabile: Non studio, non lavoro, non guardo la tv, non faccio sport da Io sto bene è uno slogan generazionale, e Valium Tavor Serenase trasforma i nomi dei tranquillanti in un ritornello. È un disco che parla di alienazione, noia, crisi esistenziale — ma con una teatralità e un sarcasmo che lo rendono difficile da catalogare.

Musicalmente non è un'esperienza travolgente, e probabilmente non vuole esserlo. Vale la pena ascoltarlo per capire cos'era il punk italiano negli anni '80 — e soprattutto per capire che in Italia il punk non suonava come altrove.

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angosciante giocoso aggressivo

Miglior traccia: Io sto bene

79
Tier 4° · Rank 201°