DATA (2023)
Tainy
Probabilmente qui in Italia, ma anche in Europa, pochissimi sanno chi è Tainy. Stiamo parlando di uno dei produttori fondamentali dell'epoca moderna del reggaeton, uno che ha prodotto praticamente tutti i migliori artisti di Puerto Rico e dintorni, fattosi strada nel genere quando ero appena un ragazzino, notato per i suoi beat. Questo è il suo primo album da solista — il vero esordio discografico, va detto, è stato Dynasty nel 2021, il progetto a due con Yandel — ed è un producer album dove dentro non a caso ci troviamo praticamente tutti, da Daddy Yankee, Zion, Arcangel fino ad un Bad Bunny già affermato globalmente.
Il disco ha una sorta di concept, che però oggettivamente emerge poco dal suono, rimane più una descrizione che accompagna il progetto: ogni canzone è un pacchetto di dati criptati che serve a dar vita ad un cyborg chiamato Sena, che Tainy vuole portare "in vita" per salvare un mondo in cui le interazioni umane sono ormai assenti a causa della tecnologia. Ogni brano è quindi quell'insieme di emozioni e sensazioni che servono a Sena per prendere vita — sulla carta, perché all'ascolto quel filo concettuale resta più che altro un'etichetta appiccicata sopra, e il disco funziona (o non funziona) a prescindere da esso.
Dal punto di vista sonoro il disco alterna momenti tipicamente reggaeton come la "classica" ma efficace En Visto con Ozuna, al synth pop di Mojabi Ghost fino ad escursioni "latin-trap" come nella vera traccia d'apertura del disco Pasiempre. E non mancano momenti più "liberi" come l'incontro con Skrillex e Four Tet in Volver. Il problema è che questa varietà, che sulla carta dovrebbe essere il punto di forza — la dimostrazione della versatilità di Tainy come producer — finisce per andare nella direzione opposta: DATA suona più come una collezione di ottimi singoli tenuti insieme dal nome di Tainy che come un disco con un'identità sonora forte e unitaria. Se gli artisti menzionati sopra ruotano in generale dentro la tua playlist, le chance che questo disco ti piaccia restano comunque altissime — ma resta un disco-vetrina più che un disco vero e proprio.