9 nov 1993
87
Wu-Tang Clan
Enter The Wu-Tang (36 Chambers)
9 nov 1993
Hip-Hop/Rap
Hardcore Hip-Hop
Tier 3°
Rank 169°
Tracce 12
Durata 1h 11 min
La recensione
Enter the Wu-Tang (36 Chambers) esce nel novembre 1993, in pieno dominio del G-funk californiano di Dr. Dre. Il Wu-Tang arriva da Staten Island — il borough più dimenticato di New York — e suona come una risposta diretta e volutamente anti-commerciale a tutto quello che girava in radio: niente melodie patinate, niente ritornelli catchy, solo boom bap minimale e nove MC che si passano il microfono a colpi di rime e punchline.
Rispetto all’altra gemme del genere, Illmatic, che uscirà pochi mesi dopo, questo è un disco più grezzo e più aggressivo — i flow sono meno melodici, meno levigati, e l'energia collettiva prevale sulla tecnica individuale. Il collante è RZA, che costruisce i beat campionando soul anni '70 e inserendo dialoghi dai film di arti marziali che il gruppo divorava — da lì l'immaginario Shaolin, i nomi d'arte, tutta l'estetica. Non è folklore decorativo: è un'identità precisa e coerente che non assomigliava a niente di quello che esisteva all'epoca.
Wu-Tang Clan Ain't Nuthin' ta F' Wit ha un inizio ansiogeno che ti aggancia prima ancora che arrivi il primo verso — e chi segue il rap italiano non può non riconoscervi il beat ripreso da Fabri Fibra nel dissing con Vacca, a conferma di quanto questo suono abbia attraversato generazioni e oceani. C.R.E.A.M. e Method Man fanno il resto.
Una pietra miliare dell'hip hop americano, e uno dei dischi che ha ridisegnato i confini della East Coast.
Rispetto all’altra gemme del genere, Illmatic, che uscirà pochi mesi dopo, questo è un disco più grezzo e più aggressivo — i flow sono meno melodici, meno levigati, e l'energia collettiva prevale sulla tecnica individuale. Il collante è RZA, che costruisce i beat campionando soul anni '70 e inserendo dialoghi dai film di arti marziali che il gruppo divorava — da lì l'immaginario Shaolin, i nomi d'arte, tutta l'estetica. Non è folklore decorativo: è un'identità precisa e coerente che non assomigliava a niente di quello che esisteva all'epoca.
Wu-Tang Clan Ain't Nuthin' ta F' Wit ha un inizio ansiogeno che ti aggancia prima ancora che arrivi il primo verso — e chi segue il rap italiano non può non riconoscervi il beat ripreso da Fabri Fibra nel dissing con Vacca, a conferma di quanto questo suono abbia attraversato generazioni e oceani. C.R.E.A.M. e Method Man fanno il resto.
Una pietra miliare dell'hip hop americano, e uno dei dischi che ha ridisegnato i confini della East Coast.
Mood
aggressivo
giocoso
Brani imperdibili
Wu-Tang Clan Ain’t Nuthing ta F’Wit · C.R.E.A.M.
Profilo sonoro
Scheda
Uscita9 nov 1993
Tracce12
Durata1h 11 min
Recensito il
3 ago 2025