25 set 2007
95
Wolves in the Throne Room
Two Hunters
25 set 2007
Metal
Black Metal
Dark Ambient
Tier 2°
Rank 66°
Tracce 4
Durata 46 min
La recensione
Two Hunters è uno di quei dischi che ti portano letteralmente da qualche altra parte. Quattro tracce lunghe, niente fronzoli, niente pause: o ci sei dentro o non ci sei.
Wolves in the Throne Room vengono dal Pacific Northwest americano, e quella natura selvaggia e opprimente la senti in ogni secondo del disco. Non è solo un'immagine evocativa: ci sono momenti in cui le chitarre e la batteria spariscono del tutto, e rimangono synth che costruiscono atmosfere eteree, sospese, insieme a suoni ambientali veri e propri. Non è decorazione — è parte integrante della struttura del disco. E quando il black metal torna, torna con tutto il suo peso.
Cleansing è forse il momento più emblematico di questo equilibrio. Prima arriva la voce di Jessika Kenney — angelica, quasi liturgica, con un sapore che non appartiene al metal ma a qualcosa di più antico — e nelle sue note c'è già qualcosa che prepara alla tempesta, quasi un presagio. Poi la tempesta arriva davvero. È uno dei passaggi più efficaci dell'intero disco.
Si può ascoltare in molti modi, ma il modo giusto è dall'inizio alla fine, in un'unica sessione. È un album pensato come un percorso, e saltare da una traccia all'altra vuol dire perdersi il senso del viaggio. Per chi conosce poco il black metal atmosferico, è probabilmente uno dei migliori punti d'ingresso possibili. Per chi il genere lo frequenta già, è semplicemente uno dei dischi che hanno definito come suona questa musica nel nuovo millennio.
Wolves in the Throne Room vengono dal Pacific Northwest americano, e quella natura selvaggia e opprimente la senti in ogni secondo del disco. Non è solo un'immagine evocativa: ci sono momenti in cui le chitarre e la batteria spariscono del tutto, e rimangono synth che costruiscono atmosfere eteree, sospese, insieme a suoni ambientali veri e propri. Non è decorazione — è parte integrante della struttura del disco. E quando il black metal torna, torna con tutto il suo peso.
Cleansing è forse il momento più emblematico di questo equilibrio. Prima arriva la voce di Jessika Kenney — angelica, quasi liturgica, con un sapore che non appartiene al metal ma a qualcosa di più antico — e nelle sue note c'è già qualcosa che prepara alla tempesta, quasi un presagio. Poi la tempesta arriva davvero. È uno dei passaggi più efficaci dell'intero disco.
Si può ascoltare in molti modi, ma il modo giusto è dall'inizio alla fine, in un'unica sessione. È un album pensato come un percorso, e saltare da una traccia all'altra vuol dire perdersi il senso del viaggio. Per chi conosce poco il black metal atmosferico, è probabilmente uno dei migliori punti d'ingresso possibili. Per chi il genere lo frequenta già, è semplicemente uno dei dischi che hanno definito come suona questa musica nel nuovo millennio.
Mood
sognante
malinconico
Brani imperdibili
Cleansing
Profilo sonoro
Scheda
Uscita25 set 2007
Tracce4
Durata46 min
Recensito il
25 set 2025