19 feb 2007
94
Watain
Sworn to the Dark
19 feb 2007
Metal
Black Metal
Tier 2°
Rank 74°
Tracce 11
Durata 58 min
La recensione
Un progetto che non fa rimpiangere gli anni d'oro del black metal svedese, di tradizione Dissection. Sworn to the Dark è uno dei vertici del black metal moderno, un disco che ha tutto quello che ci si aspetta dal genere ma lo esegue con una qualità difficile da trovare: chitarre distorte, muri di suono potenti, blast beat, e melodie che non stonano ma anzi rafforzano l'atmosfera oscura complessiva.
L'apertura con Legions of the Black Light è già una dichiarazione d'intenti: venti secondi di assolo distorto, poi un blast beat forsennato che non lascia dubbi su cosa stai ascoltando. Da lì il disco non allenta mai la presa, alternando l'aggressività quasi death di Storm of the Antichrist — con quella variazione continua tra esplosioni e passaggi più controllati — ai crescendo più atmosferici di The Light that Burns the Sun, fino all'esplosione finale della title track. In alcuni momenti sembra di stare al confine tra black e death metal, e non è una sensazione spiacevole.
La chiusura spetta a Stellarvore: un inizio quasi rituale, un'atmosfera densa e oscura che sembra anticipare qualcosa di maligno — e quando il pezzo entra davvero capisci che quella sensazione era fondata. È una conclusione degna dell'intero disco.
La cosa che colpisce, e che non è affatto scontata in questo tipo di musica, è che molte tracce si fanno ricordare anche per ritornelli che rimangono in testa. In un disco di metal estremo è quasi un paradosso, e invece funziona. Per chi ama il black metal o vuole capire dove è arrivato negli anni duemila, Sworn to the Dark è un ascolto imprescindibile.
L'apertura con Legions of the Black Light è già una dichiarazione d'intenti: venti secondi di assolo distorto, poi un blast beat forsennato che non lascia dubbi su cosa stai ascoltando. Da lì il disco non allenta mai la presa, alternando l'aggressività quasi death di Storm of the Antichrist — con quella variazione continua tra esplosioni e passaggi più controllati — ai crescendo più atmosferici di The Light that Burns the Sun, fino all'esplosione finale della title track. In alcuni momenti sembra di stare al confine tra black e death metal, e non è una sensazione spiacevole.
La chiusura spetta a Stellarvore: un inizio quasi rituale, un'atmosfera densa e oscura che sembra anticipare qualcosa di maligno — e quando il pezzo entra davvero capisci che quella sensazione era fondata. È una conclusione degna dell'intero disco.
La cosa che colpisce, e che non è affatto scontata in questo tipo di musica, è che molte tracce si fanno ricordare anche per ritornelli che rimangono in testa. In un disco di metal estremo è quasi un paradosso, e invece funziona. Per chi ama il black metal o vuole capire dove è arrivato negli anni duemila, Sworn to the Dark è un ascolto imprescindibile.
Mood
aggressivo
angosciante
spirituale
Brani imperdibili
Storm of the Antichrist · Stellarvore
Profilo sonoro
Scheda
Uscita19 feb 2007
Tracce11
Durata58 min
Recensito il
25 set 2025