Il suicidio dei samurai (2004) ✰
Verdena
Il Suicidio dei Samurai è una pietra miliare del rock alternativo italiano. Terzo album dei Verdena — trio bergamasco composto da Alberto Ferrari, dalla sorella Luca alla batteria e da Roberta Sammarelli al basso — è anche il primo prodotto interamente da Alberto Ferrari in autonomia, registrato nel loro studio ricavato da un ex-pollaio nella provincia di Bergamo. Quella dimensione appartata, quasi claustrofobica, si sente nel suono.
Il disco mescola grunge e rock psichedelico con una carica emotiva che cresce ad ogni ascolto. I testi sono spesso criptici, quasi ermetici, ma con la voce di Alberto arrivano comunque — diretti, viscerale, senza bisogno di essere compresi del tutto per essere sentiti.
Tutte le tracce sanno di dire qualcosa a loro modo, ma tra tutte vale la pena citarne qualcuna che sa andare oltre. Glamodrama è una mini-suite che cambia pelle a metà — come canta Alberto stesso — parte lenta e sinistra, poi deflagra in un crescendo ansiogeno di rara intensità. Mina brucia letteralmente l'aria: il voce e strumentale che costruiscono una tensione che non si scarica mai del tutto, si accumula e rimane addosso. Far Fisa ha un ritmo più incalzante ma quella stessa tensione di fondo non molla mai — forse è il brano più immediato del disco ma non il più semplice.
Il fatto che nel mainstream e nella cultura popolare rock italiana questo disco non venga quasi mai citato dice molto sulla tradizione rock del paese. I Verdena hanno fatto qualcosa che poche band italiane hanno saputo fare — un rock che non si scusa di essere tale — e sono rimasti nell'ombra lo stesso. Un'ingiustizia che almeno chi se ne intende sa riconoscere.
Miglior traccia: Mina
Hits: Glamodrama, Mina, Balanite