8 nov 2019
85
Vegas Jones
La Bella Musica
8 nov 2019
Hip-Hop/Rap
Trap
Tier 3°
Rank 197°
Tracce 14
La recensione
Se si dovesse stilare una lista dei dischi più sottovalutati del rap mainstream italiano, La Bella Musica non potrebbe mancare. A giocargli contro è stato il momento di uscita: novembre 2019, uno dei mesi più affollati della storia recente del genere, con l'esplosione di 23 6451 di tha Supreme e il ritorno monumentale di Marracash con Persona. In quel contesto, passarci sopra era fin troppo facile. Un peccato, perché non è un disco da meno.
In un momento dominato da progetti zeppi di featuring, Vegas Jones esce con qualcosa di compatto e coraggioso: un solo ospite in quattordici tracce, Fabri Fibra, e il peso del disco tutto sulle spalle. Le produzioni — affidate principalmente alla coppia Boston George e Joe Vain — pescano dall'immaginario trap con 808 presenti ma eleganti, spesso arricchiti da linee melodiche sottili — ad esempio il flauto sintetico in Presidenziale che alleggerisce senza togliere spessore. Il disco sa anche svuotarsi quando serve: l'intro al pianoforte della title track è uno dei momenti più disarmanti dell'intero progetto. Poi ci sono Supercar e Puertosol, che invece aprono le finestre e ti portano su una spiaggia californiana — ma è un sole filtrato, non l'euforia spensierata di certe sue uscite precedenti.
Anche la scrittura è cresciuta. Solido è una di quelle tracce che sa essere motivante senza risultare retorica — ti spinge a non farti abbattere con una naturalezza che in certi rapper suona forzata. La Bella Musica, la title track, è il cuore introspettivo del disco: nostalgia e malinconia che però non affondano — poi nell'ombra ho trovato un filo di luce, seguila / ora che hai una chance, usala. Chi alla fine ce l'ha fatta, lo sa riconoscere in quelle parole. Presidenziale con Fabri Fibra è invece la traccia più pomposa, nel senso migliore: due strofe metricamente eccellenti, un parallelismo tra la vita da artista e quella da presidente che funziona perché non si prende troppo sul serio.
È il miglior disco di Vegas Jones, e probabilmente uno dei più riusciti del rap italiano di quel periodo. Che sia rimasto nell'ombra dice più sul momento che su di lui.
In un momento dominato da progetti zeppi di featuring, Vegas Jones esce con qualcosa di compatto e coraggioso: un solo ospite in quattordici tracce, Fabri Fibra, e il peso del disco tutto sulle spalle. Le produzioni — affidate principalmente alla coppia Boston George e Joe Vain — pescano dall'immaginario trap con 808 presenti ma eleganti, spesso arricchiti da linee melodiche sottili — ad esempio il flauto sintetico in Presidenziale che alleggerisce senza togliere spessore. Il disco sa anche svuotarsi quando serve: l'intro al pianoforte della title track è uno dei momenti più disarmanti dell'intero progetto. Poi ci sono Supercar e Puertosol, che invece aprono le finestre e ti portano su una spiaggia californiana — ma è un sole filtrato, non l'euforia spensierata di certe sue uscite precedenti.
Anche la scrittura è cresciuta. Solido è una di quelle tracce che sa essere motivante senza risultare retorica — ti spinge a non farti abbattere con una naturalezza che in certi rapper suona forzata. La Bella Musica, la title track, è il cuore introspettivo del disco: nostalgia e malinconia che però non affondano — poi nell'ombra ho trovato un filo di luce, seguila / ora che hai una chance, usala. Chi alla fine ce l'ha fatta, lo sa riconoscere in quelle parole. Presidenziale con Fabri Fibra è invece la traccia più pomposa, nel senso migliore: due strofe metricamente eccellenti, un parallelismo tra la vita da artista e quella da presidente che funziona perché non si prende troppo sul serio.
È il miglior disco di Vegas Jones, e probabilmente uno dei più riusciti del rap italiano di quel periodo. Che sia rimasto nell'ombra dice più sul momento che su di lui.
Mood
trionfante
rilassato
riflessivo
Brani imperdibili
Solido · La Bella Musica · Presidenziale
Profilo sonoro
Scheda
Uscita8 nov 2019
Tracce14
Recensito il
18 giu 2025