29 mag 2026
84
Upupayâma
Honesty Flowers
29 mag 2026
Rock
Psychedelic Rock
Kraut Rock
World Music
Tier 4°
Rank 221°
Tracce 11
Durata 1h 12 min
La recensione
Il nome non è facile da pronunciare ma dietro c'è un italiano, Alessio Ferrari, polistrumentalista che vive tra le montagne attorno a Parma. Già detto così crea un'aria di misticismo, e questa non è una sensazione che resta in superficie: si ritrova perfettamente dentro Honesty Flowers, il suo quarto disco ufficiale.
Honesty Flowers è un disco di rock psichedelico — chitarre fuzz distorte che riprendono certe sonorità anni '70/'80, atmosfere distese e ipnotiche — che però ha un respiro più ampio, contaminato da influenze che arrivano dall'Africa, dall'Asia, fino all'estremo Giappone. Così gli assoli di chitarra si mischiano a sitar, fiati, percussioni ossessive, e l'ascolto si trasforma in un'esperienza immersiva, lisergica, che da un rito tribale sciamanico ti trasporta dritto in un tempio buddhista, senza che nemmeno te ne accorga.
È un disco che si trasforma di continuo, traccia dopo traccia, mescolando psichedelia a krautrock, folk, fino a qualche richiamo al progressive: dall'assolo trascinante finale di Mystic Chords of Memory, all'atmosfera onirica di Old Sky, Wandering Clouds, che richiama quasi certo spiritual jazz alla Alice Coltrane. Sono settanta minuti di disco, ma non si sentono: è proprio quella componente ipnotica a far passare il tempo più in fretta di quanto sembri, con le variazioni giuste a non farlo mai diventare pesante o ripetitivo.
Se ami i dischi esperienziali, che sanno guardare oltre i propri confini, Honesty Flowers è uno di quei dischi da non perdere. Ascoltatelo!
Honesty Flowers è un disco di rock psichedelico — chitarre fuzz distorte che riprendono certe sonorità anni '70/'80, atmosfere distese e ipnotiche — che però ha un respiro più ampio, contaminato da influenze che arrivano dall'Africa, dall'Asia, fino all'estremo Giappone. Così gli assoli di chitarra si mischiano a sitar, fiati, percussioni ossessive, e l'ascolto si trasforma in un'esperienza immersiva, lisergica, che da un rito tribale sciamanico ti trasporta dritto in un tempio buddhista, senza che nemmeno te ne accorga.
È un disco che si trasforma di continuo, traccia dopo traccia, mescolando psichedelia a krautrock, folk, fino a qualche richiamo al progressive: dall'assolo trascinante finale di Mystic Chords of Memory, all'atmosfera onirica di Old Sky, Wandering Clouds, che richiama quasi certo spiritual jazz alla Alice Coltrane. Sono settanta minuti di disco, ma non si sentono: è proprio quella componente ipnotica a far passare il tempo più in fretta di quanto sembri, con le variazioni giuste a non farlo mai diventare pesante o ripetitivo.
Se ami i dischi esperienziali, che sanno guardare oltre i propri confini, Honesty Flowers è uno di quei dischi da non perdere. Ascoltatelo!
Mood
spirituale
ipnotico
euforico
Brani imperdibili
Mystic Chords of Memory · “Old Sky · Wandering Clouds”,
Profilo sonoro
Scheda
Uscita29 mag 2026
Tracce11
Durata1h 12 min
Recensito il
19 giu 2026