UFORIA (2025)
Tony Boy
Tony Boy è uno degli artisti più prolifici della nuova scena rap italiana — quattro album in studio dal 2023 a oggi, una cadenza che fa venire spontanea una domanda: quanto pensiero c'è dietro?
UFORIA può funzionare per i fan già convinti, o per chi è a suo agio con quel rap emotional, deep, spesso sbiasciato e volutamente poco intellegibile. Al di fuori di quella cerchia, il disco fatica a giustificare la sua presenza. Venti tracce, 54 minuti: troppi, e si sente. Non ci sono grossi picchi, il registro rimane piatto per gran parte del percorso, e la sensazione che accompagna l'ascolto è quella di un disco che non lascia molto una volta finito.
Il punto più dolente riguarda le produzioni di Sadturs e KIID, duo che ha dimostrato altrove di avere un suono riconoscibile e una certa visione — quella dimensione distorta, sospesa, da trap dei tempi d’oro. Qui però tendono a ripetersi, e il risultato è un tappeto sonoro che si appiattisce presto. Ibiza è forse l’unica eccezione: beat trap accompagnato da una melodia sospesa, con quell'aria alla thasup che si amalgama bene alla voce di Tony Boy e dimostra cosa il disco avrebbe potuto essere con più selezione e meno materiale.
Il problema di UFORIA non è che sia un disco sbagliato è che sembra un disco montato troppo di fretta, scaricando una cartella di file intera su CD.
Miglior traccia: Ibiza