22 apr 2026
73
Tokyo Shoegazer
Remains
22 apr 2026
Rock
Shoegaze
Dream Pop
Noise Rock
Tier 5°
Rank 358°
Tracce 8
Durata 40 min
La recensione
I Tokyo Shoegazer sono dei veterani dello shoegaze giapponese di scuola My Bloody Valentine, in giro dal 2010, e Remains è il loro quarto disco ufficiale. Più che un disco di sole distorsioni è un incontro di atmosfere diverse. Ci sono i muri di chitarre e le produzioni dense tipiche del genere, ma tenuti dentro una matrice melodica ed emotiva che passa soprattutto dalla voce di Kyoko Sahara.
La band non ha mai avuto una cantante fissa e Sahara è l’ultima arrivata. Da quel che ha detto in qualche recente intervista per Rolling Stone Japan, non ama il falsetto da shoegaze classico e possiamo dire che si sente nel disco. La sua voce è uno spiraglio di luce, un’entità astratta e metafisica che a volte si confonde, quasi sparisce, assorbita dal muro di riverberi e distorsioni. Loro sono giapponesi ma cantano principalmente in inglese, ma comunque la lingua farebbe poca differenza. La voce è usata principalmente come se fosse un’altro strumento musicale. Brani come Pulse o The Reckoning rendono bene l’idea già dai primi ascolti. Ma rimane comunque una caratteristica comune del disco, che si muove in territorio sonoro abbastanza simile dall’inizio alla fine. L’unico momento che devia di più è Vega, il più dream pop del progetto.
Remains è un disco approvato: quaranta minuti di rock sognante, rumoroso ma attraente.
La band non ha mai avuto una cantante fissa e Sahara è l’ultima arrivata. Da quel che ha detto in qualche recente intervista per Rolling Stone Japan, non ama il falsetto da shoegaze classico e possiamo dire che si sente nel disco. La sua voce è uno spiraglio di luce, un’entità astratta e metafisica che a volte si confonde, quasi sparisce, assorbita dal muro di riverberi e distorsioni. Loro sono giapponesi ma cantano principalmente in inglese, ma comunque la lingua farebbe poca differenza. La voce è usata principalmente come se fosse un’altro strumento musicale. Brani come Pulse o The Reckoning rendono bene l’idea già dai primi ascolti. Ma rimane comunque una caratteristica comune del disco, che si muove in territorio sonoro abbastanza simile dall’inizio alla fine. L’unico momento che devia di più è Vega, il più dream pop del progetto.
Remains è un disco approvato: quaranta minuti di rock sognante, rumoroso ma attraente.
Mood
sognante
malinconico
Miglior brano
The Reckoning
Profilo sonoro
Scheda
Uscita22 apr 2026
Tracce8
Durata40 min
OndaRock
7.0/10
Recensito il
23 ott 2026