Currents (2015) ✰
Tame Impala
Se si dovesse fare una lista dei dischi più interessanti degli ultimi anni, Currents non potrebbe mancare. È stato il mio punto d'ingresso nel mondo di Tame Impala — e non è un punto d'ingresso qualunque.
Tame Impala è il progetto solista di Kevin Parker, australiano di Perth: scrive, suona, produce e mixa tutto da solo. Currents è il suo terzo disco e anche la sua svolta più radicale — un abbandono quasi totale delle chitarre in favore di synth, elettronica e psichedelia sognante. Una scelta che all'epoca ha sorpreso i fan dei dischi precedenti, ma che col senno di poi sembra inevitabile.
Il risultato è un disco che suona esattamente come deve: coeso, personale, con un'identità sonora precisa che non si lascia catalogare facilmente. La forza di Currents è la somma delle sue melodie e dei suoi momenti di introspezione — Parker parla di trasformazione personale, di diventare qualcuno che non pensavi di diventare, e quella tensione si sente in ogni traccia. La voce, trattata e sognante, è parte integrante del suono, non un elemento separato.
The Less I Know the Better ha uno dei riff iniziali più immediati e riconoscibili del disco — ti cattura subito e non molla. Eventually lavora su un registro più malinconico, con un ritornello avvolgente che cresce fino a diventare quasi opprimente nel senso migliore. Ma il brano più ambizioso è Let It Happen, quasi otto minuti con una struttura che cresce e si trasforma, e un finale ipnotico che da solo vale l'ascolto.
È uno di quei dischi che rende ancora meglio se preso come esperienza totale, dall'inizio alla fine, senza saltare. Il tipo di disco che ti cambia l'umore.
Miglior traccia: Eventually
Hits: Eventually, The Less I Know The Better, Let It Happen