4 set 2001
97
System Of A Down
Toxicity
4 set 2001
Metal
Nu Metal
Alternative Metal
Hard Rock
Tier 1°
Rank 42°
Tracce 15
Durata 44 min
La recensione
Un disco che ha dentro hit del calibro di Chop Suey!, Toxicity, Forest non può che essere un discone. Punto. È il 2001 e i SOAD escono con questo loro secondo disco che arriva come un uragano. Non che il primo fosse brutto, anzi, ma qui la band segna un punto in più e, senza saperlo all'epoca, scrive un capitolo fondamentale di quello che sarebbe stato il Nu Metal dei primi anni 2000. A differenza di altre scene metal della stessa epoca — pensiamo al death o al black, rimasti sostanzialmente confinati dentro la loro nicchia di fan — il Nu Metal è riuscito a uscire da quei confini, e i SOAD ne sono l'esempio più clamoroso: gente che di metal non ascoltava una nota si è ritrovata comunque quelle canzoni in testa.
Il motivo va cercato proprio nella tipologia di brani citati sopra. Brani che combinano la forza e l'aggressività delle chitarre metal a melodie non scontate, ritornelli quasi "pop" che si fanno cantare, che entrano in testa. I SOAD sono stati maestri in questo, complice anche la voce unica e riconoscibile di Serj Tankian, che funziona benissimo sia sui vocalizzi puliti che nelle urla, o quando si concede a momenti quasi rap. Toxicity infatti mescola reference diversissime, dall'hip-hop — come in Chop Suey! o nel pre-ritornello e ritornello della title track — a strutture dinamiche e cambi di ritmo quasi di ispirazione progressive metal. Sotto la superficie orecchiabile, poi, il disco non scherza nemmeno sui contenuti: tra le righe si parla di carcerazione di massa, CIA, ambiente — ma è il suono, qui, a restare il vero protagonista.
Se sei nato negli anni '90 le probabilità che alcune canzoni di questo disco ti siano passate vicino, anche se non ascolti metal, sono altissime. Ma vale la pena riscoprirlo per intero, perché oltre alle hit ci trovi brani che tengono il livello altissimo, come Deer Dance, Prison Song o X. E se Toxicity ti è rimasto addosso senza che tu sapessi bene perché, forse è proprio il momento giusto per andare a scoprire cosa ti eri perso.
Il motivo va cercato proprio nella tipologia di brani citati sopra. Brani che combinano la forza e l'aggressività delle chitarre metal a melodie non scontate, ritornelli quasi "pop" che si fanno cantare, che entrano in testa. I SOAD sono stati maestri in questo, complice anche la voce unica e riconoscibile di Serj Tankian, che funziona benissimo sia sui vocalizzi puliti che nelle urla, o quando si concede a momenti quasi rap. Toxicity infatti mescola reference diversissime, dall'hip-hop — come in Chop Suey! o nel pre-ritornello e ritornello della title track — a strutture dinamiche e cambi di ritmo quasi di ispirazione progressive metal. Sotto la superficie orecchiabile, poi, il disco non scherza nemmeno sui contenuti: tra le righe si parla di carcerazione di massa, CIA, ambiente — ma è il suono, qui, a restare il vero protagonista.
Se sei nato negli anni '90 le probabilità che alcune canzoni di questo disco ti siano passate vicino, anche se non ascolti metal, sono altissime. Ma vale la pena riscoprirlo per intero, perché oltre alle hit ci trovi brani che tengono il livello altissimo, come Deer Dance, Prison Song o X. E se Toxicity ti è rimasto addosso senza che tu sapessi bene perché, forse è proprio il momento giusto per andare a scoprire cosa ti eri perso.
Mood
aggressivo
malinconico
giocoso
Brani imperdibili
Chop Suey! · Toxicity · Forest · Prison Song
Profilo sonoro
Scheda
Uscita4 set 2001
Tracce15
Durata44 min
Recensito il
23 lug 2026