Innervisions (1973) ✰
Stevie Wonder
Innervisions è un capolavoro assoluto. Sintesi perfetta di soul, funk e jazz attraversata da melodie e ritornelli pop di una immediatezza disarmante — sofisticato e accessibile allo stesso tempo, profondo ma mai respingente.
Stevie Wonder, nel pieno della sua libertà creativa, costruisce un suono dominato da tastiere e sintetizzatori ma sempre radicato nel groove e nella tradizione black, con produzioni stratificate che scorrono con una fluidità sorprendente.
Higher Ground lo dimostra già nei primi due secondi: un groove che mette in moto istantaneamente, eppure il testo è tutto fuorché ballabile — Powers keep on lyin' / while your people keep on dyin'. Living for the City fa qualcosa di ancora più raro: trasforma una canzone in un racconto cinematografico, trascinando letteralmente tra le strade dell'America dei primi anni '70, mettendo in musica disuguaglianze sociali e razzismo con una forza narrativa ed emotiva impressionante. Il resto del disco si muove su territori più introspettivi e spirituali, dove riflessione personale e commento sociale si fondono senza soluzione di continuità.
Uno dei vertici della musica afroamericana — un disco che ancora oggi suona incredibilmente vivo.
Miglior traccia: Living For The City
Hits: Living For The City, Higher Ground