X2 (2022)
Sick Luke
Parlare di producer album in Italia significa fare i conti con l'ombra di Mace. Può sembrare ingeneroso, ma lo standard che OBE ha fissato è lì, e ignorarlo sarebbe disonesto. Sick Lucke è un nome che quel confronto se lo merita — ha definito il suono della Dark Polo Gang in un'epoca precisa, ha saputo poi ritagliarsi spazio altrove, e il suo tag è tra i più riconoscibili in circolazione: quando lo senti, sai che la base che arriva sarà interessante. Le premesse per un producer album solido c'erano tutte.
X2 le mantiene solo in parte. Il problema non è che manchi un'identità sonora — quella c'è, e nei momenti migliori si sente con chiarezza. Brani come Falena, Sogni Matti e Dream Team incarnano quello che ci si aspettava dall'intero disco: produzioni aperte, luminose, con una texture ricca che potremmo chiamare fantasy-trap — un immaginario visivo e sonoro preciso, quasi cinematografico. Quando il disco sta lì, funziona.
Il problema è che quei momenti sono troppo pochi rispetto al totale, e il resto fatica a reggere il confronto. La Strega del Frutteto è l'esempio più frustrante: Madame e Chiello sulla carta sono una coppia che promette molto, ma il risultato complessivo non arriva dove dovrebbe — rimane qualcosa di incompiuto, come se la somma fosse inferiore alle sue parti. Temporale ha lo stesso problema, un brano che scivola via senza lasciare niente.
Il disco si ascolta, salvi qualche traccia, e poi svanisce. Rispetto a quello che Sick Lucke sa fare, è un'occasione mancata a metà.
Miglior traccia: FALENA