LUX (2025) ✰
Rosalia
LUX è il tipo di disco che ti costringe a ricalibrare le aspettative su cosa può essere il pop nel 2025. Con questo progetto, Rosalìa prende le distanze in modo netto da MOTOMAMI e abbandona praticamente del tutto le sonorità latine e reggaeton per spingersi verso un'idea di pop "universale": un'opera monumentale, costruita su arrangiamenti sinfonici e su un'estetica molto più spirituale e contemplativa.
A conferire un’ulteriore dimensione cinematica e imponente, c’è persino la presenza della London Symphony Orchestra. L'album è articolato in quattro movimenti ed è cantato in tredici lingue diverse, scelta che ne rafforza il respiro globale. Nei testi affiorano temi di fede, trascendenza e metamorfosi, con riferimenti alla mistica e alla spiritualità.
Tra i momenti più riusciti, La Yugular, con un climax lirico sul finale — "un pais cabe en una astilla, una astilla occupa la galaxe intera, la galaxe intera cabe en una goto de saliva" — il momento quasi catartico di Mio Cristo Piange Diamanti o la chiusura di Magnolias, che suona come un requiem.
Si può non empatizzare del tutto con i contenuti, ma è impossibile negare il coraggio di Rosalía nel deviare così radicalmente dal proprio percorso, né la maestria con cui riesce a orchestrare un progetto di questa portata.
Non sarà un'opera senza difetti — alcune scelte possono risultare ostiche o eccessivamente ambiziose — ma ci si avvicina parecchio.
Miglior traccia: La Yugular
Hits: Reliqua, Magnolias, La Yugular, Mio Cristo Piange Diamanti