la ragazza che suonava il piano (2026)
Prima stanza a destra
Un artista elusivo, di cui si sa pochissimo: giovanissimo, appena 22 anni, origini napoletane. Con La Ragazza Che Suonava il Piano — più un EP che un disco vero e proprio, data la lunghezza ridotta — Prima Stanza a Destra trascina dentro un mondo sonoro davvero particolare. Minimal nella sostanza, con produzioni scarne ma ricche di riferimenti, che si muovono tra elettronica, sonorità urban e acustica, con il pianoforte quasi onnipresente a fare da filo conduttore.
La voce, in falsetto continuo, si muove in un territorio ambiguo tra maschile e femminile — ricorda a tratti ThaSup, ma ripulita dagli eccessi di filtro — e contribuisce ad alimentare l'aura di mistero che circonda l'artista.
Sul piano dei testi, il disco esplora insicurezze, fragilità e relazioni con una scrittura volutamente semplice ma emotivamente efficace. Temi che sulla carta potrebbero sembrare territorio adolescenziale, ma che l’artista riesce a trattare con una sincerità tali da poter toccare chiunque, indipendentemente dall'età: “non so chi mi salverà dalle inquietudini che ho, non so chi mi salverà dalla paura.”
Un EP breve ma riuscitissimo, che lascia molta curiosità su quello che Prima Stanza a Destra potrà fare dopo.
Miglior traccia: accanto a me
Hits: ho paura del futuro, 2 am, accanto a me