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Cover di The Dark Side of The Moon

The Dark Side of The Moon (1973) ✰

Pink Floyd

Rock Progressive Rock

Il modo migliore per descrivere The Dark Side of the Moon è un viaggio attraverso il tempo e lo spazio. È forse l'esempio più riuscito di cosa significa fare un concept album: dal momento in cui si preme play si entra in un flusso continuo, senza pause, dove i brani scorrono uno nell'altro e ti raccontano quel lato buio della luna che alla fine è il lato buio dell'uomo.

Il malessere psicologico è il tema centrale — Brain Damage, che allude probabilmente alle condizioni di Syd Barrett, e The Great Gig in the Sky, un brano difficile da spiegare: si regge quasi interamente su una voce che urla, eppure riesce a essere tra le cose più evocative e toccanti dell'intero disco. Ma c'è spazio anche per riflessioni più esistenziali, come Time e Money.

Quello che rende il disco irripetibile è la produzione: i temi non vengono solo narrati e cantati, ma accompagnati da suoni ambientali e oggetti comuni campionati con tecniche innovative per l'epoca — l'intro di Time, costruita sulle sveglie e gli orologi che ticchettano, è magnetica e impossibile da dimenticare.

Un capolavoro assoluto che non ha perso un secondo della sua forza.

angosciante malinconico

Miglior traccia: Time

Hits: Time, Money, The Great Gig in the Sky, Brain Damage

100
Tier 1° · Rank 9°
19 Apr 2025
Produzione 3.0/3.0
Voce / Testi 3.0/3.0
Tracce 10
Durata 43 min