Cover di Det hjemsøkte hjertet

Det hjemsøkte hjertet (2026) ✰

Panopticon

Metal Black Metal Post-Rock Folk Metal

Se vivi in un posto circondato dalla natura, trova lo spazio più isolato e selvaggio che puoi, portati delle ottime cuffie e dedica un'ora del tuo tempo a questo disco. Se vivi in città, trova il parco più tranquillo, lontano dal caos e dalle distrazioni, sdraiati sull'erba e viaggia.

Panopticon, progetto nato a Louisville, Kentucky nel 2007 e oggi radicato a Ely, nel Minnesota, dove Austin Lunn si è trasferito anni fa, torna a dimostrare quanto il black metal possa farti venire letteralmente la pelle d'oca. Det hjemsøkte hjertet chiude la Trilogia Laurenziana, iniziata con ...And Again into the Light e proseguita con The Rime of Memory: tre dischi che, da angolazioni diverse, scavano nel rapporto tra il tempo, la memoria e ciò che lasciamo andare.

Qui Lunn lo fa attraverso una riflessione che tocca qualcosa di universale: come siamo la somma di tutto quello che abbiamo vissuto, dei luoghi che abbiamo attraversato, di quello che abbiamo perso. Non è un concept esibito o didascalico, lo senti scorrere sotto la musica, nei titoli dei brani, in quell'alternanza tra Scandinavia e Minnesota che è anche il cuore dell'immaginario della band.[1].

Riprende il linguaggio del black metal atmosferico che si rivolge all'esaltazione della natura nordica, ma lo espande verso territori orchestrali nuovi: ai blast beat si alternano passaggi sognanti in stile post-rock, momenti sinfonici resi possibili anche dal lavoro al violino di Charlie Anderson, storico collaboratore di Lunn. È quell'equilibrio a rendere il disco così potente, mai un'esibizione di tecnica fine a se stessa.

Il disco si rivela con gli ascolti, e mostra momenti di un'intensità incredibile: dal punto in cui i blast beat entrano in Woodland Caribou spezzando la melodia iniziale di archi, fino alla lunga suite Blood and Fur Upon the Melting Snow. Un brano che non smette di stupirti, minuto dopo minuto, con un passaggio in cui lo scream si placa e lascia spazio a una voce che ti culla, per poi chiudersi in un'atmosfera struggente. Uno dei brani black metal più forti degli ultimi anni.

Questo disco richiede pazienza, ma se accetti di dedicargliela e di entrarci dentro veramente, ne comprendi tutta la potenza.

Fonti
1. Bandcamp - note ufficiali del disco

spirituale malinconico

Miglior traccia: Blood and Fur Upon the Melting Snow

Hits: Woodland Caribou, Blood and Fur Upon the Melting Snow, A Culture of Wilderness

96
Tier 1° · Rank 71°
29 Jun 2026
Produzione 3.0/3.0
Voce / Testi 3.0/3.0
Tracce 7
Durata 1h 6 min