11 mar 2022
84
Paky
Salvatore
11 mar 2022
Hip-Hop/Rap
Gangsta Rap
Trap
Tier 4°
Rank 219°
Tracce 17
Durata 47 min
La recensione
Quando ascolti Paky c'è uno scoglio da superare: la voce graffiata, quel tono nasale che o passa o non passa. Se passa, però, diventa difficile non riconoscere che sa fare il gangsta rap — e ha la credibilità per farlo. Questo disco d'esordio lo dimostra senza margini di dubbio.
Salvatore è un disco diviso in due, e la divisione non è casuale: è la struttura stessa del racconto. La prima metà è una sequenza di banger trap dove Paky si mangia i beat. Non è solo questione di produzioni forti — è che lui ci sta sopra in un modo che non lascia scampo. Auto tedesca è una hit riconoscibile dalle prime note: quel beat e quel ritornello iconico ti entrano in testa subito. No Wallet e Blauer arrivano con la stessa energia, beat supremi e Paky che non spreca un secondo. Già in questa prima metà, però, c'è qualcosa che anticipa quello che verrà: 100 Uomini porta con sé una rabbia diversa, più interna, già mischiata a rassegnazione. È la cerniera tra le due anime del disco.
La title track arriva come interludio e cambia tutto. Paky racconta un fatto personale pesantissimo — la morte dello zio in un incidente stradale, a causa di una telefonata — e da quel momento il disco non è più lo stesso. La seconda metà è più conscious, più personale, e quella rassegnazione che affiorava in 100 Uomini diventa manifesta. In Vivi o muori, Vita sbagliata, Comandamento, il racconto si fa intimo senza perdere concretezza: ricordo quando stavo in strada e le prendevo in giro / poi tornavo a casa / pà mi dava il resto. Poche righe, nessuna retorica, e la strada è lì — reale, riconoscibile, senza filtri.
Difficile trovare note stonata in questo disco. Paky ha fatto un esordio con il botto, il tipo di esordio che non si dimentica facilmente.
Salvatore è un disco diviso in due, e la divisione non è casuale: è la struttura stessa del racconto. La prima metà è una sequenza di banger trap dove Paky si mangia i beat. Non è solo questione di produzioni forti — è che lui ci sta sopra in un modo che non lascia scampo. Auto tedesca è una hit riconoscibile dalle prime note: quel beat e quel ritornello iconico ti entrano in testa subito. No Wallet e Blauer arrivano con la stessa energia, beat supremi e Paky che non spreca un secondo. Già in questa prima metà, però, c'è qualcosa che anticipa quello che verrà: 100 Uomini porta con sé una rabbia diversa, più interna, già mischiata a rassegnazione. È la cerniera tra le due anime del disco.
La title track arriva come interludio e cambia tutto. Paky racconta un fatto personale pesantissimo — la morte dello zio in un incidente stradale, a causa di una telefonata — e da quel momento il disco non è più lo stesso. La seconda metà è più conscious, più personale, e quella rassegnazione che affiorava in 100 Uomini diventa manifesta. In Vivi o muori, Vita sbagliata, Comandamento, il racconto si fa intimo senza perdere concretezza: ricordo quando stavo in strada e le prendevo in giro / poi tornavo a casa / pà mi dava il resto. Poche righe, nessuna retorica, e la strada è lì — reale, riconoscibile, senza filtri.
Difficile trovare note stonata in questo disco. Paky ha fatto un esordio con il botto, il tipo di esordio che non si dimentica facilmente.
Mood
aggressivo
angosciante
Brani imperdibili
100 Uomini · Vita sbagliata · Comandamento
Profilo sonoro
Scheda
Uscita11 mar 2022
Tracce17
Durata47 min
Recensito il
18 giu 2025