10 apr 2026
60
Ozone Dehumanizer
DARKER MEDIEVAL TIMES
10 apr 2026
Hip-Hop/Rap
Rap Metal
Black Metal
Tier 6°
Rank 457°
Tracce 8
Durata 23 min
La recensione
Uno di quei dischi veramente difficili da inquadrare. Ozone Dehumanizer è un rapper attivo già da qualche anno e porta una formula fuori dall’ordinario nel rap italiano di oggi, non solo rispetto al mainstream ma anche all’underground: barre e rime su produzioni che con l’hip-hop non c’entrano nulla, guardano al metal e, in questo disco, al black metal, come dichiara fin dal titolo, citazione evidente ai Satyricon. Le basi, tra l’altro, le firma quasi tutte lui.
Il problema è quello di sempre quando si uniscono due generi così distanti: si rischia di non accontentare nessuno. Chi ascolta e macina tanto black metal non può trovarci qui qualcosa di davvero interessante: manca quell’atmosfera che il pubblico del genere cerca, e il black richiede una certa maturità musicale per tirare fuori qualcosa di intenso. D’altra parte, chi vive di cultura hip-hop rischia comunque di non capire il lavoro. La visione musicale di Ozone è ben precisa, e sui testi non c’è niente da dire: d’impatto, profondi, con un linguaggio curatissimo che si fatica a trovare anche in rapper ben più grandi, spesso considerati “paladini dell’hip-hop”. Dolore e morte sono i temi, e stanno effettivamente più a casa nel black che nel rap.
Il risultato finale però lascia ancora a desiderare e riconferma che il connubio rap/metal funziona più spesso nella direzione opposta, quando il rap come espressione vocale viene usato da band che gli strumenti del mestiere li sanno suonare bene.
Il problema è quello di sempre quando si uniscono due generi così distanti: si rischia di non accontentare nessuno. Chi ascolta e macina tanto black metal non può trovarci qui qualcosa di davvero interessante: manca quell’atmosfera che il pubblico del genere cerca, e il black richiede una certa maturità musicale per tirare fuori qualcosa di intenso. D’altra parte, chi vive di cultura hip-hop rischia comunque di non capire il lavoro. La visione musicale di Ozone è ben precisa, e sui testi non c’è niente da dire: d’impatto, profondi, con un linguaggio curatissimo che si fatica a trovare anche in rapper ben più grandi, spesso considerati “paladini dell’hip-hop”. Dolore e morte sono i temi, e stanno effettivamente più a casa nel black che nel rap.
Il risultato finale però lascia ancora a desiderare e riconferma che il connubio rap/metal funziona più spesso nella direzione opposta, quando il rap come espressione vocale viene usato da band che gli strumenti del mestiere li sanno suonare bene.
Mood
angosciante
aggressivo
Miglior brano
HO PROVATO AD IMPICCARMI MA SONO UN CODARDO
Profilo sonoro
Scheda
Uscita10 apr 2026
Tracce8
Durata23 min
Recensito il
30 ott 2026