20 mar 2026
92
Neurosis
An Undying Love for a Burning World
20 mar 2026
Metal
Sludge Metal
Post-Metal
Post-hardcore
Tier 2°
Rank 91°
Tracce 8
Durata 1h 4 min
La recensione
Possiamo dire che abbiamo uno dei grandi dischi metal del 2026 — e non arriva da una band alle prime armi, ma da dei colossi dello sludge metal, uno dei sottogeneri del metal estremo più affascinanti. Il suono è quello che si ottiene mescolando doom metal con lo spirito di ribellione musicale e vocale del punk hardcore: riff pesanti come macigni, dinamiche che oscillano tra esplosioni brutali e momenti di quiete carica di tensione.
I Neurosis hanno già saputo regalare capolavori del genere — Through Silver in Blood del 1996 su tutti — ma qui fanno qualcosa di altrettanto interessante, anche grazie a una novità importante: Aaron Turner, fondatore degli ISIS e una delle figure più influenti del post-metal, entra nella band come chitarrista e vocalist. È una scelta che ha qualcosa di circolare, perché gli ISIS erano stati tra i gruppi più chiaramente debitori ai Neurosis stessi. Il risultato è un'iniezione di energia che si sente.
An Undying Love for a Burning World descrive, come da titolo, un mondo alla rovina — l'uomo accecato da se stesso, dalla sua incapacità di porsi limiti, che ha preso possesso della terra e l'ha portata all'autodistruzione. Una realtà distopica che tanto lontana dalla realtà non è, resa perfettamente dalle sonorità: non solo riff di chitarra spessi e pesanti, ma anche un uso importante di synth e suoni elettronici che creano atmosfere post-apocalittiche dal valore cinematografico.
Diverse tracce meritano menzione, ma tra queste sicuramente Blind, una progressione continua che passa con soluzione di continuità da puro metal a sezioni di synth con una struttura quasi scenica. Seething and Scattered ha una sezione centrale ansiogena e tesa che ti tiene sulle spine. Last Light chiude il disco con distorsioni che sembrano sirene prima di un'apocalisse — diciasette minuti che non perdono un grammo di tensione.
Un ottimo disco, che merita una chance anche da chi il metal non lo mastica.
I Neurosis hanno già saputo regalare capolavori del genere — Through Silver in Blood del 1996 su tutti — ma qui fanno qualcosa di altrettanto interessante, anche grazie a una novità importante: Aaron Turner, fondatore degli ISIS e una delle figure più influenti del post-metal, entra nella band come chitarrista e vocalist. È una scelta che ha qualcosa di circolare, perché gli ISIS erano stati tra i gruppi più chiaramente debitori ai Neurosis stessi. Il risultato è un'iniezione di energia che si sente.
An Undying Love for a Burning World descrive, come da titolo, un mondo alla rovina — l'uomo accecato da se stesso, dalla sua incapacità di porsi limiti, che ha preso possesso della terra e l'ha portata all'autodistruzione. Una realtà distopica che tanto lontana dalla realtà non è, resa perfettamente dalle sonorità: non solo riff di chitarra spessi e pesanti, ma anche un uso importante di synth e suoni elettronici che creano atmosfere post-apocalittiche dal valore cinematografico.
Diverse tracce meritano menzione, ma tra queste sicuramente Blind, una progressione continua che passa con soluzione di continuità da puro metal a sezioni di synth con una struttura quasi scenica. Seething and Scattered ha una sezione centrale ansiogena e tesa che ti tiene sulle spine. Last Light chiude il disco con distorsioni che sembrano sirene prima di un'apocalisse — diciasette minuti che non perdono un grammo di tensione.
Un ottimo disco, che merita una chance anche da chi il metal non lo mastica.
Mood
angosciante
Brani imperdibili
Blind · Seething and Scattered
Profilo sonoro
Scheda
Uscita20 mar 2026
Tracce8
Durata1h 4 min
Metacritic
91/100
OndaRock
7.5/10
Recensito il
12 apr 2026