Zarathustra (1973) ✰
Museo Rosenbach
Zarathustra del Museo Rosenbach prende ispirazione dall'opera di Nietzsche e non lo nasconde — è un disco con ambizioni filosofiche e sonore che pochi nel prog italiano hanno saputo eguagliare. Le suite strumentali sono ricche e stratificate, con tastiere e mellotron che costruiscono architetture sonore elaborate, ma quello che distingue davvero questo disco dagli altri del genere è una componente teatrale più spinta.
Superuomo lo dimostra fin dai primi secondi: il grido quasi liberatorio del cantante — ecco nasce in me, vivo il Superuomo — apre il brano con un'energia trionfale, poi la strumentale si annulla, quasi scompare, per ricominciare su una linea melodica diversa, come atti separati di uno stesso spettacolo. È un disco che non scorre semplicemente — si trasforma, cambia pelle, sorprende.
Non ebbe molto successo all'epoca, ingiustamente penalizzato dall'associazione a idee filofasciste per la presenza del busto di Mussolini in copertina. Una perla del prog italiano.
Miglior traccia: Superuomo
Hits: L’Ultimo Uomo, Superuomo