28 ago 2026
82
Mastodon
Marrow Deep
28 ago 2026
Metal
Progressive Metal
Sludge Metal
Stoner Rock
Tier 4°
Rank 265°
Tracce 12
Durata 1h 6 min
La recensione
Un disco nato da una serie di sfortune incredibili, che hanno colpito più di un membro della band. C’è la morte della madre di Dailor, a cui sembra essere dedicata Your Ghost Again, la traccia migliore del disco a detta nostra. C’è la scomparsa di Brent Hinds, l’ex chitarrista, che aveva lasciato i Mastodon nel marzo 2025 ed è morto pochi mesi dopo in un incidente in moto. E c’è la casa in Florida di Sanders, persa a causa dell’uragano Helene. Con un’origine così, Marrow Deep non poteva essere un disco leggero, e infatti non lo è. Il suono è massiccio, quasi in cerca di un esorcismo di tutto quel male, di un modo per trionfarci sopra.
La base è il progressive metal, con le sue variazioni e le sue aperture melodiche, affidate soprattutto ai synth del nuovo arrivato João Nogueira. Sopra, però, ci sono riff e batteria di una densità che arriva dallo sludge e dallo stoner. Il lavoro di produzione sta nel mezzo: non è lucidata fino all’eccesso, ma non è nemmeno sporchissima, e lascia respirare questa miscela senza appiattirla.
I momenti migliori sono diversi. Snakes for Dinner ha un’energia che trascina. Barbarians Blood è tra le tracce più furiose che i Mastodon abbiano mai scritto. In The Ruins ha un ritornello breve ma efficace e un arrangiamento divino. Your Ghost Again resta il centro emotivo. Cresce di intensità lungo tutto il brano, nella voce e nella batteria, con una dinamica che ti prende. Il testo torna di continuo sull’immagine di quel fantasma rivisto ancora una volta, accompagnato da un rimpianto che schiaccia. È il rimpianto di non aver detto a una persona quello che si voleva dirle, e ora lei non c’è più. Una delle cose più dure da accettare quando qualcuno muore.
Non è un disco che stravolge il genere, ma d’altra parte i Mastodon sono una band avviata e questo è il loro nono album. Quello che fa, lo fa però con un suono ruvido e insieme toccante, capace di trascinarti al momento giusto. Un lavoro che rientra senza problemi tra le uscite migliori di quest’anno.
La base è il progressive metal, con le sue variazioni e le sue aperture melodiche, affidate soprattutto ai synth del nuovo arrivato João Nogueira. Sopra, però, ci sono riff e batteria di una densità che arriva dallo sludge e dallo stoner. Il lavoro di produzione sta nel mezzo: non è lucidata fino all’eccesso, ma non è nemmeno sporchissima, e lascia respirare questa miscela senza appiattirla.
I momenti migliori sono diversi. Snakes for Dinner ha un’energia che trascina. Barbarians Blood è tra le tracce più furiose che i Mastodon abbiano mai scritto. In The Ruins ha un ritornello breve ma efficace e un arrangiamento divino. Your Ghost Again resta il centro emotivo. Cresce di intensità lungo tutto il brano, nella voce e nella batteria, con una dinamica che ti prende. Il testo torna di continuo sull’immagine di quel fantasma rivisto ancora una volta, accompagnato da un rimpianto che schiaccia. È il rimpianto di non aver detto a una persona quello che si voleva dirle, e ora lei non c’è più. Una delle cose più dure da accettare quando qualcuno muore.
Non è un disco che stravolge il genere, ma d’altra parte i Mastodon sono una band avviata e questo è il loro nono album. Quello che fa, lo fa però con un suono ruvido e insieme toccante, capace di trascinarti al momento giusto. Un lavoro che rientra senza problemi tra le uscite migliori di quest’anno.
Mood
aggressivo
malinconico
trionfante
Brani imperdibili
Your Ghost Again · In The Ruins · The Vanishing
Profilo sonoro
Scheda
Uscita28 ago 2026
Tracce12
Durata1h 6 min
Metacritic
81/100
Recensito il
14 ott 2026