The Rainbow Goblins (1981) ✰
Masayoshi Takanaka
The Rainbow Goblins è il settimo album di Masayoshi Takanaka, pubblicato nel 1981, e ancora oggi il suo lavoro più ambizioso. Non solo musicalmente: ambizioso nel senso più letterale, perché nasce da un progetto che va oltre la musica.
Il disco è ispirato all'omonimo libro illustrato dell'artista italiano Ul de Rico, che racconta la storia di sette goblin capaci di sopravvivere solo rubando i colori degli arcobaleni, e del loro viaggio verso la leggendaria Valle degli Arcobaleni. Takanaka non si limita a trarre ispirazione dalla storia — la mette in scena. Tra una traccia e l'altra compaiono brevi narrazioni in inglese che introducono i diversi atti del racconto, trasformando l'ascolto in qualcosa di teatrale, quasi un'opera per sola musica strumentale. È questo elemento che rende The Rainbow Goblins un'esperienza diversa da qualsiasi altro disco fusion: non è un album da mettere in sottofondo, richiede attenzione, richiede di essere seguito.
Musicalmente, il disco fonde jazz, funk e rock progressivo con una complessità armonica e arrangiamenti orchestrali che richiamano certa sensibilità prog inglese — strutture elaborate, passaggi che cambiano registro e densità, un senso del dramma costruito nota per nota. L'impronta giapponese rimane però riconoscibile, soprattutto nella modalità narrativa e in una certa eleganza formale che non scade mai nel virtuosismo fine a sé stesso.
Chi conosce già Seychelles troverà un Takanaka molto diverso: là il mood era immediato, pop nell'approccio, pensato per ascolti disinvolti. Qui tutto è più impegnativo, più costruito, più denso. Sono due facce dello stesso artista — e conoscerle entrambe è il modo migliore per capire davvero quanto fosse capace di muoversi.
Un ascolto consigliato a chiunque voglia approfondire Takanaka, ma anche a chi cerca nella fusion qualcosa che vada oltre il groove e abbia il coraggio di raccontare una storia.
Miglior traccia: You Can Never Come to this Place
Hits: You Can Never Come To This Place