1 lug 1976
93
Masayoshi Takanaka
Seychelles
1 lug 1976
Jazz
Fusion
City Pop
Funk
Tier 2°
Rank 83°
Tracce 8
Durata 40 min
La recensione
Seychelles è il disco d'esordio di Masayoshi Takanaka, chitarrista giapponese che con questo lavoro ha contribuito a fondare la scena jazz fusion del suo paese. Un debutto che, rispetto al suo lavoro più celebrato — The Rainbow Goblins, considerato il suo capolavoro — ha un'anima più ibrida e disinvolta.
Il jazz c'è, ma non è sempre il fulcro. Alcune tracce virano decisamente verso il city pop, come Tokyo Reggie, che è a tutti gli effetti una hit del genere: ritmo, groove, immediatezza. Altre invece sorprendono per tutt'altra ragione: Oh! Tengo Suerte ha un'anima quasi sudamericana, qualcosa che non ti aspetti da un musicista giapponese degli anni Settanta, eppure funziona in modo del tutto naturale. È proprio questa leggerezza nell'attraversare i generi senza forzature una delle qualità principali del disco.
A tenere tutto insieme è la chitarra di Takanaka: melodica, pulita, mai eccessivamente virtuosistica. Non cerca di mettersi in mostra — si incastra nella produzione e diventa la linea melodica attorno a cui ruota tutto il resto. È un approccio meno concettuale rispetto a The Rainbow Goblins, pensato più per essere ascoltato liberamente che dall'inizio alla fine.
Il risultato è un disco dal mood rilassato ed estivo, perfetto per ascolti casuali. Accoppiata ideale? Le stradine interne di Asakusa in una giornata soleggiata di primavera, o una spiaggia di Okinawa. Difficile trovare colonna sonora più adatta.
Il jazz c'è, ma non è sempre il fulcro. Alcune tracce virano decisamente verso il city pop, come Tokyo Reggie, che è a tutti gli effetti una hit del genere: ritmo, groove, immediatezza. Altre invece sorprendono per tutt'altra ragione: Oh! Tengo Suerte ha un'anima quasi sudamericana, qualcosa che non ti aspetti da un musicista giapponese degli anni Settanta, eppure funziona in modo del tutto naturale. È proprio questa leggerezza nell'attraversare i generi senza forzature una delle qualità principali del disco.
A tenere tutto insieme è la chitarra di Takanaka: melodica, pulita, mai eccessivamente virtuosistica. Non cerca di mettersi in mostra — si incastra nella produzione e diventa la linea melodica attorno a cui ruota tutto il resto. È un approccio meno concettuale rispetto a The Rainbow Goblins, pensato più per essere ascoltato liberamente che dall'inizio alla fine.
Il risultato è un disco dal mood rilassato ed estivo, perfetto per ascolti casuali. Accoppiata ideale? Le stradine interne di Asakusa in una giornata soleggiata di primavera, o una spiaggia di Okinawa. Difficile trovare colonna sonora più adatta.
Mood
euforico
rilassato
Brani imperdibili
Tokyo Reggie
Profilo sonoro
Scheda
Uscita1 lug 1976
Tracce8
Durata40 min
Recensito il
21 feb 2026