4321 Hz (2026)
Marco Fracasia
La prima domanda da chiedersi forse è: ma chi è Marco Fracasia? Non è proprio un nome conosciutissimo, ma si tratta di un cantautore torinese classe '2000 che finora aveva pubblicato solo EP, anche se si muove da diversi anni nell'ambito musicale, lavorando anche come musicista.
Partiamo dal titolo, perché non è casuale: 4321 Hz si ispira al romanzo 4 3 2 1 di Paul Auster, e quella cifra diventa una frequenza radio immaginaria, il sottofondo a un'esistenza fatta di porte non aperte e deviazioni improvvise. Non è quindi un numero a caso, ma una chiave concettuale che si riflette anche nel modo in cui il disco è arrivato all'ascolto: prima ancora dei singoli e della promozione classica, 4321 Hz è stato messo in streaming in loop su un sito dedicato, senza possibilità di saltare le tracce o sceglierle singolarmente[1]. Un ascolto a flusso continuo, esattamente come quando ci si sintonizza su una radio: non scegli cosa sentire, ti lasci raggiungere da quello che sta passando in quel momento. Ed è proprio questa la sensazione che il disco trasmette anche ora che è uscito ufficialmente: ogni brano sembra uscire da un dispositivo che lo riproduce. E la prima cosa che ti arriva è proprio Marco che racconta, con una voce calma, lenta, che scandisce ogni parola, frammenti di vita e relazioni personali.
La scrittura è fatta per immagini, spesso "rubate" all'indie pop — "Il cibo del microonde / hai perso un sacco di altre cazzate della vita". Ma il suono che accompagna la voce di Marco, a volte filtrata ed elettronica, non è quello dell'indie pop: la produzione miscela elementi che vengono da territori diversi, dall'alt-rock alle atmosfere sognanti del dream pop fino a certo post-rock e contaminazioni elettroniche. Un disco ricchissimo che scorre in maniera fluida, dove ogni traccia si dissolve nella successiva senza soluzione di continuità. L'introduzione di recording di situazioni reali — quella macchina che si accende e parte alla fine di Ubriaco a casa da solo, il brano di punta per la melodia sognante e le immagini che ricostruisce — ti porta dentro un vero viaggio immersivo.
È un esordio veramente forte e interessante, e se stavi navigando nel Crate in cerca di un disco italiano alternativo, musicalmente elaborato, allora sei capitato nel posto giusto.
Fonti
1. 42 Records — pagina ufficiale del disco
Miglior traccia: Ubriaco a casa da solo
Hits: Ubriaco a casa da solo, Una vita devastante, Qui