Locura (2024)
Lazza
Dopo il successo clamoroso di Sirio — disco di diamante, Cenere a Sanremo, il rapper più ascoltato d'Italia per mesi — su Locura si è scaricato un hype che difficilmente qualsiasi disco avrebbe retto. E come spesso accade, in molti si sono presentati all'ascolto pronti a essere delusi. Il risultato è stato un odio esagerato e in buona parte ingiustificato.
Detto subito: non è il miglior disco di Lazza. Non è innovativo come Re Mida, non ha l'equilibrio perfetto tra rap e pop melodico che aveva reso Sirio un caso a sé. I testi non sorprendono, Drillionaire in più di un punto si è ispirato forse troppo apertamente a produzioni d'oltreoceano, e non ci sono flow o punchline che ti rimangono appiccicati addosso per le ragioni giuste. Tutto questo è vero.
Ma c'è una cosa che Locura fa meglio di quasi tutto il rap italiano uscito nello stesso periodo, e quella cosa sono le melodie. Lazza costruisce linee melodiche che entrano in testa al primo ascolto e non escono più — e non si parla di ritornelli radiofonici o tormentoni estivi, ma di qualcosa di più sottile, più personale, che funziona anche quando il resto del disco non convince del tutto. Non c'è un ritornello sbagliato in tutto il disco. Zero.
I momenti migliori lo dimostrano traccia per traccia. Canzone d'Odio con Lil Baby è uno dei rari casi in cui un featuring internazionale funziona davvero, senza che i due artisti sembrino su pianeti diversi. Verdi Nei Viola ha un beat che richiama chiaramente Miss The Rage, ma quello che ci costruisce sopra è qualcosa di completamente diverso — forse il punto di maggiore sperimentazione di tutto il disco. Abitudine ha un ritornello che centra subito il bersaglio e strofe melodicamente riuscitissime. Safari è il pezzo più riconoscibilmente Lazza del disco, il tipo di traccia che i fan del periodo Sirio conoscono a memoria dopo due ascolti.
Le produzioni di Drillionaire, nonostante le ispirazioni discutibili, suonano bene e sono ben fatte. E alla fine è quello che conta. Locura non riscrive niente, ma fa quello che promette — e lo fa con una coerenza melodica che in pochi avrebbero saputo mantenere su diciotto tracce.
Miglior traccia: CANZONE D’ODIO
Hits: ABITUDINE, CANZONE D’ODIO, BUOI DAVANTI, 100 MESSAGGI