Cover di Interstice
26 set 2021
81

Knoll

Interstice

26 set 2021

Metal Death Metal Grindcore
Tier 4° Rank 271° Tracce 12 Durata 35 min

La recensione

Interstice è il disco d'esordio dei Knoll, sestetto death metal/deathgrind di Memphis. Che siano originali lo possiamo dire. Propongono un death metal contaminato da grindcore e noise, con qualche innesto quasi black metal, ma dentro non ci trovi solo growl, blast beat e ritmi impazziti. I brani sembrano iniziare tutti con degli intro più lenti che creano situazioni angoscianti, sospese e tese, che ti preparano solo in parte a quello che viene dopo. I ritmi infatti poi si spezzano e tutto esplode, piombando nel noise e nel caos più estremo — come in Grasp, che dopo qualche linea distorta di chitarra che intona una musichetta quasi da film horror scivola sul finale in un vortice di distorsioni, growl e scream estremi alternati. O Scattered Prism, che apre con un rumore di fondo assordante che cresce di intensità, prima che arrivino le chitarre come lame affilate, dissonanti, imprevedibili, a rompere tutto.

Dietro la furia c'è anche un impianto concettuale. La band stessa ha descritto infatti Interstice come una riflessione sui lati più grotteschi dell'essere umano lungo un percorso lineare nel tempo. Non è un disco che ti sbatte il concept in faccia, ma si sente che i brani sono posizionati e studiati per costruire un racconto più che una sequenza di episodi. A dare ulteriore peso al tutto, il mix è firmato da Kurt Ballou dei Converge, che restituisce al suono una pesantezza sporca ma controllata.

Distinguersi in questa scena — quella del grindcore/deathgrind contemporaneo, affollatissima di band che pescano dallo stesso bacino sonoro — non è semplice. Ma i Knoll il fatto loro lo sanno fare: Interstice è un disco valido, estremo ma di un'estremità studiata e non buttata a caso.

Mood

aggressivo angosciante

Miglior brano

Scattered Prism

Profilo sonoro

Scheda

Uscita26 set 2021
Tracce12
Durata35 min
Recensito il 15 set 2026