Cover di In The Court of the King Crimson
10 ott 1969
100

King Crimson

In The Court of the King Crimson

10 ott 1969

Rock Progressive Rock
Tier Rank Tracce 8 Durata 1h 8 min

La recensione

Ci sono dischi che ti cambiano davvero il modo in cui percepisci la musica — In the Court of the Crimson King è uno di quelli. Pubblicato nel 1969, è difficile non considerarlo il punto di origine del progressive rock: una visione del rock totalmente non convenzionale, in cui chitarre distorte e ritmi serrati convivono con armonie jazzistiche e architetture mutuate dalla musica classica. Lunghe suite costruite con pazienza, che preparano l'ascoltatore a esplosioni di stravaganza musicale e assoli di rara eccentricità.

Il disco si apre con 21st Century Schizoid Man — probabilmente il mostro in copertina è proprio lui, quell'uomo schizofrenico del titolo — un brano che dopo cinquant'anni non ha perso un grammo della sua forza, grazie a un riff portante che si imprime nella memoria al primo ascolto. Seguono I Talk to the Wind e Epitaph, due momenti di intensa bellezza melodica che bilanciano perfettamente la carica della traccia d'apertura. Moonchild è un capitolo a parte: minimalismo ipnotico portato all'estremo, quasi psichedelico nella sua capacità di sospendere il tempo. Il disco si chiude con la title track, che riprende i temi melodici delle prime tracce restituendo al tutto una sensazione di circolarità quasi inevitabile. A legare tutto insieme, testi enigmatici e volutamente indecifrabili che aggiungono un ulteriore strato di mistero.

In the Court of the Crimson King è un capolavoro che non invecchia. Un disco che a ogni ascolto rivela qualcosa di nuovo, che non ti stanchi mai di assaporare.

Mood

angosciante misterioso

Brani imperdibili

21st Century Schizoid Man · I Talk to the Wind · Epitaph · Moonchild

Profilo sonoro

Scheda

Uscita10 ott 1969
Tracce8
Durata1h 8 min
Recensito il 19 mag 2025