1 mar 2024
84
Kid Yugi
I Nomi Del Diavolo
1 mar 2024
Hip-Hop/Rap
Trap
Tier 4°
Rank 214°
Tracce 14
Durata 41 min
La recensione
Con il suo secondo album Kid Yugi si conferma uno dei rapper più interessanti della scena italiana, e uno dei pochi che in questo momento ha davvero qualcosa da dire — e il modo per dirlo. I Nomi del Diavolo è un concept costruito attorno all'immaginario infernale: ogni traccia affronta una forma del male — un amore che non funziona, un'amicizia che tradisce, la violenza, l'ambizione — e i titoli stessi, da Lilith a Lucifero passando per Il Signore delle Mosche, compongono un bestiario simbolico che attraversa letteratura e cinema prima ancora di arrivare alla trap.
Le produzioni reggono il peso del concept senza mai appesantirlo. C'è sempre qualcosa che le distingue dalla trap standard del momento: una tromba che si intravede in sottofondo in Nemico, abbastanza da dare alla traccia una tensione melodica diversa dal solito, o un synth più spinto che sposta l'atmosfera senza stravolgere. E poi ci sono i momenti opposti, dove la produzione si spoglia quasi del tutto: Lucifero chiude il disco in quella modalità, con le barre di Yugi a riempire lo spazio su un beat ridotto all'osso — non voglio sentire applausi per due cazzate che ho scritto — una dichiarazione di poetica che arriva nel punto giusto.
Anche i featuring sono usati bene, senza sprechi. Ernia porta in Nemico una delle strofe liricamente più dense del disco. Ex Angelo con Sfera Ebbasta e Shablo è il pezzo più morbido, melodicamente più immediato, e funziona proprio perché non cerca di essere qualcos'altro. Denaro con Simba La Rue va dall'altra parte: aggressiva, diretta, nessuna concessione.
Il rap italiano è un genere che si è saturato in fretta, e distinguersi qui non è banale. I Nomi del Diavolo ci riesce — non per un singolo brano fortunato, ma perché tiene insieme banger e pezzi più costruiti con una coerenza che non è scontata. Se sei arrivato fin qui cercando qualcosa di concreto nel rap italiano degli ultimi anni, difficile fare meglio di questo.
Le produzioni reggono il peso del concept senza mai appesantirlo. C'è sempre qualcosa che le distingue dalla trap standard del momento: una tromba che si intravede in sottofondo in Nemico, abbastanza da dare alla traccia una tensione melodica diversa dal solito, o un synth più spinto che sposta l'atmosfera senza stravolgere. E poi ci sono i momenti opposti, dove la produzione si spoglia quasi del tutto: Lucifero chiude il disco in quella modalità, con le barre di Yugi a riempire lo spazio su un beat ridotto all'osso — non voglio sentire applausi per due cazzate che ho scritto — una dichiarazione di poetica che arriva nel punto giusto.
Anche i featuring sono usati bene, senza sprechi. Ernia porta in Nemico una delle strofe liricamente più dense del disco. Ex Angelo con Sfera Ebbasta e Shablo è il pezzo più morbido, melodicamente più immediato, e funziona proprio perché non cerca di essere qualcos'altro. Denaro con Simba La Rue va dall'altra parte: aggressiva, diretta, nessuna concessione.
Il rap italiano è un genere che si è saturato in fretta, e distinguersi qui non è banale. I Nomi del Diavolo ci riesce — non per un singolo brano fortunato, ma perché tiene insieme banger e pezzi più costruiti con una coerenza che non è scontata. Se sei arrivato fin qui cercando qualcosa di concreto nel rap italiano degli ultimi anni, difficile fare meglio di questo.
Mood
aggressivo
angosciante
misterioso
Brani imperdibili
Nemico · Denaro · Lucifero
Profilo sonoro
Scheda
Uscita1 mar 2024
Tracce14
Durata41 min
Recensito il
27 giu 2025