The Epic (2015) ✰
Kamasi Washington
Nel 2015 Kamasi Washington appare su To Pimp a Butterfly di Kendrick Lamar e il mondo fuori dal jazz inizia a fare il suo nome. Pochi mesi dopo esce The Epic — quasi tre ore di spiritual jazz distribuite in tre volumi — e diventa immediatamente chiaro che non si trattava di un semplice session man in attesa di un'occasione: era un gigante che aspettava il momento giusto.
Il disco è una costruzione collettiva di altissimo livello. Intorno al sax tenore di Washington c'è una formazione imponente — doppia batteria, doppio basso con Thundercat tra gli altri, fiati, archi, piano — e quella doppia batteria in particolare si sente: dà alla musica una densità fisica, quasi un peso corporeo, che non è solo jazz ma qualcosa di più antico e rituale. Le parti vocali, affidate principalmente a Patrice Quinn, compaiono con parsimonia ma sempre al punto giusto — voci che sembrano uscire da una chiesa, non da uno studio di registrazione.
The Rhythm Changes, che chiude il primo volume, è forse il momento più toccante del disco: la voce di Quinn suona come una coperta calda che ti avvolge, insieme al piano e alla produzione. È il tipo di brano che non ti aspetti in un disco di quasi tre ore, eppure è esattamente quello di cui hai bisogno quando arriva.
Quasi tre ore senza un momento sottotono — impresa rara, per chiunque. The Epic è uno di quei dischi che fanno sembrare il jazz non solo una tradizione da rispettare, ma qualcosa di vivo e necessario.
Miglior traccia: The Rhythm Change
Hits: The Rhythm Change, Re Run