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Cover di L’arca di Noè

L’arca di Noè (1982)

Franco Battiato

Pop

L'Arca di Noè arriva nel 1982 sulla scia del successo clamoroso di La Voce del Padrone, e già dal primo ascolto è chiaro che Battiato non ha nessuna intenzione di ripetere la stessa formula. L'approccio dance e le melodie immediate del disco precedente lasciano spazio a qualcosa di più rarefatto, più ermetico: testi filosofici e spirituali, una scrittura volutamente ostica, un suono che usa l'elettronica non per far muovere ma per creare atmosfere sospese e a tratti cupe.

È un disco che si apprezza più con la testa che con la pancia. Le riflessioni si stratificano — sul tempo, sull'esodo, sulla guerra fredda — ma senza mai trovare una formula accessibile che le veicoli. È Battiato nel suo lato più concettuale, quello che preferisce costruire un mondo sonoro coerente piuttosto che scrivere canzoni che restano in testa.

In questo contesto, Voglio Vederti Danzare suona quasi come un ospite inatteso. Melodia immediata, ritornello che rimane, ritmo che riporta in parte l'elettronica del disco precedente — ma anche qui Battiato non si concede del tutto, lasciando riferimenti alla filosofia orientale e all’esoterismo: “Voglio vederti danzare/ Come i dervisches tourners / Che girano sulle spine dorsali/ O al suono di cavigliere del Katakali”.

Rispetto a La Voce del Padrone, è un passo indietro in termini di impatto immediato — ma è un disco onesto, che non cerca di replicare un successo irripetibile. Per chi vuole avvicinarsi a Battiato, non è da qui che si comincia. Per chi lo conosce già, è un tassello necessario.

angosciante misterioso

Miglior traccia: Voglio Vederti Danzare

Hits: Voglio Vederti Danzare

87
Tier 3° · Rank 153°
22 Aug 2025
Produzione 2.0/3.0
Voce / Testi 3.0/3.0
Tracce 7
Durata 28 min