Fenomeno (2017) ✰
Fabri Fibra
C'è un momento, verso la fine di Fenomeno, in cui Fabri Fibra smette di fare il rapper e diventa semplicemente un uomo che regola i conti con la propria famiglia. Tutto il disco esiste per renderti impreparato a quel momento.
Fenomeno è il miglior disco di Fibra dell'era post-Tradimento, e uno dei migliori album rap italiani degli anni Dieci. Non per nostalgia, non per tifo: perché è un disco costruito con una logica narrativa che pochi rapper italiani hanno mai avuto il coraggio — o la lucidità — di tentare.
Parte con una domanda scomoda, quella che probabilmente Fabrizio Tarducci si faceva da anni: “ha ancora senso rappare a quarant'anni? In Italia il rap è roba da ragazzini”, lo dice lui stesso nell'intro, senza filtri. E invece di schivare la domanda, decide di farne il fulcro di tutto. La risposta non arriva subito. Arriva per accumulo, brano dopo brano, come una confessione che si costruisce a rate.
La prima parte del disco è apparentemente leggera: l'ego-trip di Red Carpet, la title track ballabile e ironica, la produzione magistrale di Bassi Maestro su Money for Dope, gli affreschi sull'Italia dei social in Equilibrio. In mezzo c'è Stavo Pensando a Te — sulla carta una hit radiofonica, nella realtà una delle cose più malinconiche che Fibra abbia mai scritto. La solitudine, la mancanza di qualcosa che non si riesce nemmeno a nominare. Non è un tema da classifica. Eppure è diventata una canzone immortale.
Da Invece No in poi il disco cambia pelle. Il flow si fa più lento, scandito, come se ogni parola pesasse. Le produzioni diventano minimali, ovattate — synth sospesi, basi scarne, un'atmosfera quasi vaporosa che avvolge invece di aggredire. Le Vacanze usa il concetto di vacanza ad agosto come allegoria dell'adolescenza e di tutto quello che ti porti dietro: Con i grandi non mi ci vedevo, poi crescendo lo senti il veleno. Alle favole io non ci credo. Perché il male esiste davvero. Versi di una semplicità disarmante, messi esattamente al punto giusto — e che fanno più effetto di qualsiasi incastro tecnico.
Poi arrivano Nessun Aiuto e Ringrazio. Il fratello Nesli. La madre. Fibra si smonta pezzo per pezzo, senza rete, in pubblico. È il climax verso cui tutto il disco stava costruendo, la risposta alla domanda dell'intro: il senso di rappare a quarant'anni è arrivare abbastanza lontano da potersi permettere di dire la verità.
Non è un caso che sia il primo disco di Fibra senza il bollino "explicit content". Fibra non voleva scioccare nessuno. Voleva raccontarsi. E in questo senso è forse il disco più coraggioso della sua carriera — non perché urli, ma perché sussurra le cose che fanno più male.
Miglior traccia: Invece no
Hits: Stavo Pensando A Te, Invece No, Le Vacanze, Ringrazio