5 dic 2025
70
Emis Killa
Musica Triste
5 dic 2025
Hip-Hop/Rap
Pop Rap
Trap
Tier 5°
Rank 381°
Tracce 15
Durata 41 min
La recensione
Musica Triste, settimo album in studio di Emis Killa, è un disco su cui si potevano nutrire aspettative molto basse, viste le ultime uscite dell'artista. È invece un lavoro tutto sommato riuscito. C'è varietà nelle produzioni — si passa da pezzi più banger trap a episodi old-school, fino a qualche apertura più pop — ma quello che colpisce di più è il lavoro sui ritornelli: l'approccio è decisamente più hip-hop, ed Emis sembra aver finalmente abbandonato il vizietto di scimmiottare le linee melodiche dei colleghi più giovani, Lazza su tutti.
C'è poi un filone più sommesso che attraversa il disco, fatto di produzioni volutamente minimali, quasi svuotate, che abbassano la densità sonora e lasciano più spazio al racconto. È lì che il disco trova il suo timbro più particolare: freddo, spoglio, lontano dagli automatismi della trap commerciale. Alcuni esempi? Una Siga Fa (con Papa V e Nerissima Serpe), un beat scarno e malinconico su cui i tre si passano il microfono per fare i conti con adolescenza, droga e amicizie che il tempo ha reso più fragili. Anche Phrate, il remake di Phra (Outro) dei Club Dogo firmato da Don Joe, lavora sulla stessa sottrazione: la base resta fedele all'originale ma la voce di Emis la riempie di un affetto sincero verso i "fratelli di vita", senza mai scadere nella cartolina nostalgica. Molti brani nascono chiaramente da riflessioni personali più sentite, come la title track, una sincera autoanalisi del proprio percorso artistico.
Non mancano poi nomi pesanti a puntellare il disco: Salmo chiude Robb Stark con una strofa tagliente, ma anche Tedua, Tony Effe. Featuring che non stonano mai, anche perché Emis Killa qui non cerca il singolo ad ogni costo e forse è proprio questo a rendere il disco più coerente di quanto ci si aspettasse. Approvato!
C'è poi un filone più sommesso che attraversa il disco, fatto di produzioni volutamente minimali, quasi svuotate, che abbassano la densità sonora e lasciano più spazio al racconto. È lì che il disco trova il suo timbro più particolare: freddo, spoglio, lontano dagli automatismi della trap commerciale. Alcuni esempi? Una Siga Fa (con Papa V e Nerissima Serpe), un beat scarno e malinconico su cui i tre si passano il microfono per fare i conti con adolescenza, droga e amicizie che il tempo ha reso più fragili. Anche Phrate, il remake di Phra (Outro) dei Club Dogo firmato da Don Joe, lavora sulla stessa sottrazione: la base resta fedele all'originale ma la voce di Emis la riempie di un affetto sincero verso i "fratelli di vita", senza mai scadere nella cartolina nostalgica. Molti brani nascono chiaramente da riflessioni personali più sentite, come la title track, una sincera autoanalisi del proprio percorso artistico.
Non mancano poi nomi pesanti a puntellare il disco: Salmo chiude Robb Stark con una strofa tagliente, ma anche Tedua, Tony Effe. Featuring che non stonano mai, anche perché Emis Killa qui non cerca il singolo ad ogni costo e forse è proprio questo a rendere il disco più coerente di quanto ci si aspettasse. Approvato!
Mood
riflessivo
malinconico
Brani imperdibili
Musica Triste
Profilo sonoro
Scheda
Uscita5 dic 2025
Tracce15
Durata41 min
Recensito il
16 dic 2025