MAID OF HONOUR (2026)
Drake
Maid of Honour è il più club-oriented dei tre dischi rilasciati da Drake simultaneamente per il progetto Iceman — il più vicino, per spirito, a Honestly, Nevermind. Le produzioni girano su sonorità dance e house, e il tratto che si nota di più è lo spazio: le basi scorrono anche quando non c'è nessuno a cantarci sopra, respirano per conto loro. Su BBW, ad esempio, questa cosa funziona davvero.
Il problema è che intorno a quel respiro c'è poco altro. Drake c'è, ma fa poco rap — e quello che fa non lascia il segno. Qua e là qualche campione o citazione ricorda che è il disco di un rapper: Which One con Central Cee ha qualcosa che rimanda ritmicamente a Work di Rihanna, ma è più un'eco di passaggio che un'idea sviluppata.
Quello che stride di più, però, è la copertina: la madre con il bouquet da sposa, il padre, lui da giovane sovrapposto in doppia esposizione — tutta l'iconografia della famiglia. Poi apri il disco e quella famiglia non c'è da nessuna parte.
Tematicamente è un disco di romanticismo tossico, eccessi e vita notturna, come quasi sempre con Drake. La scelta visiva resta sospesa lì, senza risposta.
Rispetto ad HABIBTI, che aveva qualche traccia musicalmente più riuscita, Maid of Honour scorre con meno mordente. Alla fine è un disco club con un rapper sopra che non affonda mai — né nel rap né nell'introspezione. Drake ha fatto di meglio.
Miglior traccia: Hoe Phase