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Cover di HABIBTI

HABIBTI (2026)

Drake

R&B Hip-Hop/Rap

HABIBTI fa parte della colossale operazione con cui Drake, invece di rilasciare solo Iceman, scarica sul mercato tre progetti in una notte sola, ognuno con una sua identità. Che dietro ci sia la volontà di liberarsi di un contratto o di ristabilire la sua posizione come artista a tutto tondo, conta poco. Quello che conta è quello che si sente quando si preme play.

Il disco non è brutto. È semplicemente "comodo": è l'R&B alla Drake che conosciamo già, con qualche apertura verso sonorità più dance — WNBA ha una base che richiama da vicino Honestly, Nevermind, anche se si ferma lì, all'influenza produttiva, senza spingersi oltre. Per il resto, è il terreno che Drake conosce meglio: voce morbida, autotune dosato, testi che oscillano tra la seduzione e l'introspezione.

Il centro emotivo del disco arriva con White Bone. Drake ci costruisce sopra un'immagine precisa: il telefono come custode delle nostre ansie private, archivio di segreti che non avremmo voluto aprire — e per qualcuno come lui, anche un oggetto capace di distruggerti l'immagine a portata di tweet. "Someone please take my phone away from me" è la frase che torna, e funziona perché non è solo un testo: è il modo in cui lui la canta, la produzione che si apre intorno, la voce che porta il peso di chi quella frase la pensa davvero. Tra tutti e tre i progetti usciti quella notte, White Bone è probabilmente il momento più personale che Drake abbia messo su disco.

Non è un disco imperdibile. Ma se la voce di Drake non ti disturba e cerchi qualcosa di soft con cui passare 36 minuti, non è nemmeno tempo sprecato.

sensuale riflessivo

Miglior traccia: White Bone

Hits: White Bone

61
Tier 6° · Rank 335°
Metacritic: 58/100
24 May 2026
Produzione 1.5/3.0
Voce / Testi 1.5/3.0
Tracce 11
Durata 37 min