Cover di In Somnolent Ruin
8 mag 2026
77

Draconian

In Somnolent Ruin

8 mag 2026

Metal Doom Metal
Tier Rank 292° Tracce 9 Durata 58 min

La recensione

Se stavi cercando un disco gotico, oscuro, capace di trascinarti dentro con melodie che pesano quanto il metal che le sorregge, probabilmente sei nel posto giusto.

I Draconian sono una band svedese che dal 1994 ha costruito la propria identità dentro il death-doom gotico, affinando un suono che alterna atmosfere dilatate e quasi funeral a momenti di forza più diretta. In Somnolent Ruin, loro ottavo album in studio, segna il primo disco con Lisa Johansson da quando aveva lasciato la band nel 2011 — e il suo ritorno ridefinisce subito le coordinate sonore del progetto.

Il cuore del disco sta nella contrapposizione tra le due voci: quella pulita e melodica di Lisa, e quella di Anders Jacobsson — bassa, grave, ma non chiusa nel growl tradizionale del death. Non spaventa come farebbe un cantante di quel genere: opprime in modo diverso, più viscerale e quasi parlato. L'alternanza funziona perché i due registri non si limitano a coesistere: si rispondono, si completano, e la musica si modella attorno a loro con intelligenza.

Il disco non inventa niente di nuovo — e non ha nessun bisogno di farlo. I Draconian questo genere lo conoscono dall'interno, e si sente. Ci sono momenti molto riusciti, come The Monochrome Blade: sette minuti di crescendo continuo, che guadagnano intensità pezzo per pezzo fino a un finale vocale di Lisa capace di fermarti. E poi c'è la chiusura di Lethe, che è una di quelle conclusioni che senti giusta: le batterie scandiscono tempi lenti, il suono si fa epico senza perdere peso, e la sensazione è quella di qualcosa che si chiude con la forza che merita.

58 minuti che non si buttano via.

Mood

malinconico spirituale sognante

Brani imperdibili

The Monochrome Blade · Lethe

Profilo sonoro

Scheda

Uscita8 mag 2026
Tracce9
Durata58 min
Recensito il 3 giu 2026