Cultura Italiana Pt. 1 (2024)
Diss Gacha
Cultura Italiana Pt. 1 va preso per quello che è: un progetto breve, senza la pretesa di essere un manifesto definitivo. E in questo senso funziona — ma solo fino a un certo punto.
La cosa più interessante di Diss Gacha è il modo in cui rappa: una voce storpiata, quasi deformata, che trasforma le parole in qualcosa di più vicino a un verso che a una riga di testo. È una cifra stilistica riconoscibile, che lo separa dalla maggior parte dei suoi coetanei — e già questo non è poco, in una scena dove la maggior parte dei rapper della sua generazione si muove sempre sugli stessi binari di armi e ostentazione. Le produzioni di Sala sono cucite bene attorno a lui, ne assecondano la voce senza sovrastarla.
I momenti migliori del disco sono quelli in cui questo equilibrio regge. 4Sheesh è forse la traccia che incarna meglio il suo stile: flow giocoso, leggero, costruito sul suono delle parole più che sul peso dei contenuti. Spirito Puro, con Izi e Vegas Jones, è il brano più introspettivo del disco, affrontando il tema della spiritualità e della fede nel proprio percorso — non necessariamente religiosa nel senso stretto del termine. In questo senso la scelta dei featuring è azzeccata e Diss Gacha sembra più a suo agio in uno spazio meno compresso.
Il problema è che il resto del disco scorre senza lasciare un segno netto. Non per mancanza di personalità — quella c'è — ma perché si ha la sensazione che Gacha stia ancora cercando la chiave giusta per esprimersi fino in fondo. L'originalità è già lì, riconoscibile. Manca ancora qualcosa che la trasformi in una voce compiuta.
Miglior traccia: Spirito Puro