Cover di L’improbabile piena dell’Oreto
8 mag 2026
95

Dimartino

L’improbabile piena dell’Oreto

8 mag 2026

Alternative Folk Cantautorato
Tier Rank 64° Tracce 10 Durata 37 min

La recensione

Sul palco di Sanremo con Colapesce, una hit quasi estiva come Propaganda con Fibra, tour sempre più grandi: Dimartino il mainstream lo ha già calcato, e nessuno gli avrebbe fatto una colpa se ci fosse tornato. Invece a sette anni dall'ultimo disco solista Afrodite ha preso tutt'altra direzione.

L'improbabile piena dell'Oreto è un ritorno alle origini nel senso più viscerale del termine. L'Oreto è un fiumiciattolo che nasce pulito sui Monti di Palermo, attraversa la città e arriva al mare già sporcato dalla cementificazione e dall'incuria — e questa traiettoria diventa la metafora morale del disco. Un disco di contemplazione e riflessione, personale ma con uno sguardo critico al mondo vicino, senza retorica spicciola: i professori prestano i libri / solo agli allievi che vanno bene /…/ semplicemente perché conviene portare avanti / portare avanti solo i migliori. In questi 36 minuti ci sono momenti davvero intensi, sonoricamente — una produzione tra cantautorato, folk e vene orchestrali, come in Maredolce — e liricamente, come Gusci vuoti o la chiusura, che lascia capire come questo recuperare un rapporto con la terra lo abbia liberato da un sentimento orrendo come la rabbia.

Si potrebbero analizzare i testi, parlare di ogni brano — ma questo disco è qui su The Crate per dirti una cosa sola: se vuoi qualcosa che ti culli e ti porti in un viaggio emotivo di 36 minuti, con il rischio quasi calcolato di avere la pelle d'oca e far scendere anche una lacrima, questo è quello giusto.

Mood

malinconico riflessivo spirituale

Brani imperdibili

Gusci vuoti · Maredolce · Storia della mia rabbia

Profilo sonoro

Scheda

Uscita8 mag 2026
Tracce10
Durata37 min
OndaRock 7.5/10
Recensito il 27 mag 2026