25 giu 1990
93
Deicide
Deicide
25 giu 1990
Metal
Death Metal
Tier 2°
Rank 81°
Tracce 10
Durata 34 min
La recensione
Deicide è il disco d'esordio dell'omonima band di Tampa, Florida, uscito nel 1990, e uno dei documenti fondamentali del death metal americano — insieme a quello che stava producendo in quegli stessi anni la scena di Tampa con Morbid Angel, Obituary e Cannibal Corpse.
Il suono è brutale, velocissimo, senza respiro. La sezione ritmica di Steve Asheim macina blast beat su blast beat, i fratelli Hoffman costruiscono riff sovrapposti e caotici, e Glen Benton — bassista e vocalist — ci mette sopra una performance vocale che ancora oggi è difficile da eguagliare: growl bassissimi e scream acutissimi in doppia traccia simultanea, come se stessero cantando due versioni dello stesso demone. I testi sono intrisi di satanismo e anticristianesimo viscerale — provocatori, teatrali, al limite del grottesco, anche se lo stesso Benton ha ammesso nel tempo che c'era molta più performance che ideologia dietro.
Dead by Dawn è l'esempio più immediato di cosa sa fare questo disco: il ritornello è una ripetizione ossessiva del titolo, martellato sopra un muro di chitarre, aggressivo fino all'ipnosi. È uno di quei riff che non escono dalla testa.
L'unico possibile limite è che trenta minuti di questa intensità, senza mai allentare, possono far sembrare alcune tracce ridondanti — non perché siano deboli, ma perché il disco non concede mai un attimo di tregua. È un rischio calcolato, e per chi regge il ritmo il risultato è clamoroso.
Il suono è brutale, velocissimo, senza respiro. La sezione ritmica di Steve Asheim macina blast beat su blast beat, i fratelli Hoffman costruiscono riff sovrapposti e caotici, e Glen Benton — bassista e vocalist — ci mette sopra una performance vocale che ancora oggi è difficile da eguagliare: growl bassissimi e scream acutissimi in doppia traccia simultanea, come se stessero cantando due versioni dello stesso demone. I testi sono intrisi di satanismo e anticristianesimo viscerale — provocatori, teatrali, al limite del grottesco, anche se lo stesso Benton ha ammesso nel tempo che c'era molta più performance che ideologia dietro.
Dead by Dawn è l'esempio più immediato di cosa sa fare questo disco: il ritornello è una ripetizione ossessiva del titolo, martellato sopra un muro di chitarre, aggressivo fino all'ipnosi. È uno di quei riff che non escono dalla testa.
L'unico possibile limite è che trenta minuti di questa intensità, senza mai allentare, possono far sembrare alcune tracce ridondanti — non perché siano deboli, ma perché il disco non concede mai un attimo di tregua. È un rischio calcolato, e per chi regge il ritmo il risultato è clamoroso.
Mood
aggressivo
Brani imperdibili
Dead By Dawn
Profilo sonoro
Scheda
Uscita25 giu 1990
Tracce10
Durata34 min
Recensito il
4 feb 2026