I Built You A Tower (2026)
Death Cab for Cutie
I Built You A Tower è l'undicesimo disco dei Death Cab for Cutie, una band alternative rock americana che di anni di carriera ne ha quasi trenta. Arriva dopo un momento personale delicato per il frontman Ben Gibbard, reduce da un divorzio, e si sente: il disco gravita attorno alla fragilità emotiva, al dover continuare ad affrontare la quotidianità anche quando dentro hai delle fratture che non si vedono.
Il suono è quello tipico dell'alternative rock che non punta sull'energia a tutti i costi, ma privilegia melodia e voce. Eppure non è un disco che rischia di annoiarti: tra le tracce più soft come Full of Stars o Pep Talk, la band inserisce momenti che spezzano il ritmo e puntano su strutture più incalzanti, con la batteria che diventa protagonista sullo sfondo e le chitarre che si fanno più distorte, come in How Heavenly A State o nella title track, divisa in due parti che apre e chiude l'album. Basti pensare a come Punching the Flowers, il secondo brano, ti arrivi addosso subito dopo l'apertura morbida di Full of Stars. Un contrasto netto, quasi uno schiaffo, che dà la misura di come il disco sappia alternare i registri senza perdere coerenza. Un’altro momento interessante è Stone Over Water, che lavora invece su un ritornello immediato e scelte melodiche della voce che lo rendono uno dei momenti vocalmente più riusciti del disco.
Non è un disco che stravolge il genere, e non punta su formule nuove: potrebbe risultare qualcosa di già sentito. Ma è anche un disco onesto, che sulla sua durata si comporta bene, senza pretese di essere il capolavoro della carriera della band ma con dei momenti che restano, e che vale la pena ascoltare se hai voglia di un alt-rock solido e ben scritto. Se sei arrivato fin qui probabilmente stavi cercando proprio questo: un disco rock dell'anno che non rivoluziona nulla ma che funziona, e che merita un posto nei tuoi ascolti.
Miglior traccia: How Heavenly A State