La fonte (2026)
Cosmo
Con La fonte, sesto disco in carrivo, Cosmo prende una direzione precisa e la dichiara già nel titolo: tornare all'origine, al punto di partenza. Un'idea che si sviluppa su due piani paralleli.
Lirico, prima di tutto: al centro ci sono le relazioni, la famiglia, i ricordi. In Per mio fratello sembra di assistere a una chiacchierata sincera e quotidiana, con quei versi che riportano indietro nel tempo con naturalezza disarmante — "E poi, ogni tanto con la mente / Ritorno giù in cortile / Siamo al mare, siamo in camera lì a litigare". Ma la fonte è anche musicale: rispetto al Cosmo delle ritmiche da dancefloor — e già rispetto al precedente Sulle ali del cavallo bianco — l'elettronica si fa più contenuta, amalgamata a una vena cantautorale più esplicita. L'autotune non sparisce, ma cambia funzione: diventa colore, non maschera.
I brani che rimangono più impressi sono quelli in cui questa sintesi funziona meglio — Ogni giorno / ogni notte e Totem e tabù su tutti, con ritornelli che si fissano in testa senza sforzo. Il problema è che non tutto il disco mantiene lo stesso livello: tra tracce molto buone, alcune passano in sordina, e la sensazione complessiva è che Cosmo abbia giocato sul sicuro sul lato produttivo, fermandosi un passo prima di osare davvero. Il disco non decolla del tutto, e probabilmente è proprio questa prudenza il motivo.
Resta comunque un lavoro onesto e maturo, che segna una tappa precisa in un percorso artistico coerente.
Miglior traccia: Ogni giorno / ogni notte