1998 (2025)
Coez
Coez sa scrivere, questo è innegabile. Sa costruire melodie che ti restano in testa, sa trovare il gancio giusto al momento giusto. Il problema è che su 1998 sembra essersi accontentato.
Le strumentali non osano mai e Coez si adegua: stesse strutture, stesse melodie, stessi flow. L’album rimane una superficie uniforme, senza picchi né cadute, senza un momento che ti sorprenda o ti sposti da qualche parte. Alla fine ti ritrovi a salvare in playlist solo le hit più forti — Qualcosa di grande e Roma di notte — perché, diciamocelo, quelle le cantarebbe anche un muro. Sono costruite per funzionare da sole, indipendentemente da tutto il resto, e il problema è che il resto non regge il confronto.
Se sei un fan di Coez probabilmente ti basta. Se non lo sei, 1998 non ti darà nessun motivo per diventarlo.
Miglior traccia: Qualcosa di grande