4 set 2026
90
Chat Pile
Who Loves The Sun
4 set 2026
Metal
Noise Rock
Sludge Metal
Alternative Rock
Tier 2°
Rank 132°
Tracce 10
Durata 44 min
La recensione
Il singolo PEN I S MALL aveva già fatto intuire che il terzo disco dei Chat Pile, rock band di Oklahoma City, sarebbe stato di un certo livello, e la conferma è arrivata. Who Loves the Sun ti prende fin dai primi ascolti grazie a un equilibrio tutt'altro che scontato: noise rock e derive sludge tenuti insieme alla perfezione, con ritornelli molto più melodici di quanto ci si aspetti da queste parti, di ispirazione alternative rock. Un approccio quasi pop allo sludge, insomma, anche se le chitarre restano pesanti e il suono greve e opprimente, in un disco che ti trascina anche concettualmente in una dimensione apocalittica, alienante, angosciante.
Quello che colpisce è la produzione grezza, sporca al punto giusto — non a caso il disco è praticamente autoprodotto — e ovviamente gli scream di Raygun Busch, che squarciano tutto come il ruggito di un cane rabbioso. Caotici, disperati, incomprensibili ma di una bellezza magnetica, arrivano spesso come il culmine di un climax dentro i brani.
PEN I S MALL resta uno dei punti più alti del disco. Titolo e testo nascono dal periodo in cui Busch lavorava come manutentore in un centro commerciale di Oklahoma City. Quel titolo spezzato, però, sembra anche un gioco di parole su "penis small": non si sa se sia voluto, ma la lettura è difficile da ignorare. Le stanno accanto tracce altrettanto potenti e interessanti, come l'apertura Creature e la disturbante Family Funeral.
Se sei arrivato fin qui cercando qualcosa di pesante ma che ti resta in testa, hai trovato uno dei dischi metal che quest'anno starà nella parte alta della classifica.
Quello che colpisce è la produzione grezza, sporca al punto giusto — non a caso il disco è praticamente autoprodotto — e ovviamente gli scream di Raygun Busch, che squarciano tutto come il ruggito di un cane rabbioso. Caotici, disperati, incomprensibili ma di una bellezza magnetica, arrivano spesso come il culmine di un climax dentro i brani.
PEN I S MALL resta uno dei punti più alti del disco. Titolo e testo nascono dal periodo in cui Busch lavorava come manutentore in un centro commerciale di Oklahoma City. Quel titolo spezzato, però, sembra anche un gioco di parole su "penis small": non si sa se sia voluto, ma la lettura è difficile da ignorare. Le stanno accanto tracce altrettanto potenti e interessanti, come l'apertura Creature e la disturbante Family Funeral.
Se sei arrivato fin qui cercando qualcosa di pesante ma che ti resta in testa, hai trovato uno dei dischi metal che quest'anno starà nella parte alta della classifica.
Mood
angosciante
aggressivo
Brani imperdibili
PEN I S MALL · Family Funeral
Profilo sonoro
Scheda
Uscita4 set 2026
Tracce10
Durata44 min
Metacritic
81/100
Recensito il
27 set 2026