15 set 2017
71
Caparezza
Prisoner 709
15 set 2017
Hip-Hop/Rap
Alternative Rap
Conscious Rap
Tier 5°
Rank 341°
Tracce 16
La recensione
Nessun dubbio sul fatto che Caparezza sia un liricista fuori categoria. Prisoner 709 lo conferma: sedici tracce con testi ispirati, densi, che spaziano dalla crisi d'identità all'acufene che lo ha tormentato dal 2015 — quella "prigione mentale" da cui il disco prende il nome e la forma. Un album maturo, con una costruzione tematica solida e una produzione tutt'altro che banale.
Il problema, almeno per chi scrive, è un altro. La voce di Caparezza e il suo modo di rappare sono una di quelle cose che o ami o odi: un flusso molto riconoscibile, quasi ipnotico, ma anche tendenzialmente ripetitivo. Quando quel flow trova una valvola di sfogo in un ritornello melodico che spacca, tutto funziona. Quando invece rimane su sé stesso, senza un gancio che alleggerisca o spezzi il ritmo, il disco perde presa — e su Prisoner 709 succede più spesso di quanto si vorrebbe. I ritornelli, nella maggior parte dei brani, non lasciano il segno.
Le eccezioni ci sono, e vanno cercate. Una Chiave riesce a essere insieme autobiografica e orecchiabile, con quella spinta emotiva che manca altrove. Ti Fa Stare Bene, la più radiofonica, fa esattamente quello che dovrebbero fare i brani migliori di Caparezza: usa la leggerezza come cavallo di Troia per dire qualcosa di vero. Peccato che il resto del disco non raggiunga spesso quella stessa sintesi.
Il problema, almeno per chi scrive, è un altro. La voce di Caparezza e il suo modo di rappare sono una di quelle cose che o ami o odi: un flusso molto riconoscibile, quasi ipnotico, ma anche tendenzialmente ripetitivo. Quando quel flow trova una valvola di sfogo in un ritornello melodico che spacca, tutto funziona. Quando invece rimane su sé stesso, senza un gancio che alleggerisca o spezzi il ritmo, il disco perde presa — e su Prisoner 709 succede più spesso di quanto si vorrebbe. I ritornelli, nella maggior parte dei brani, non lasciano il segno.
Le eccezioni ci sono, e vanno cercate. Una Chiave riesce a essere insieme autobiografica e orecchiabile, con quella spinta emotiva che manca altrove. Ti Fa Stare Bene, la più radiofonica, fa esattamente quello che dovrebbero fare i brani migliori di Caparezza: usa la leggerezza come cavallo di Troia per dire qualcosa di vero. Peccato che il resto del disco non raggiunga spesso quella stessa sintesi.
Mood
angosciante
riflessivo
giocoso
Brani imperdibili
Una Chiave
Profilo sonoro
Scheda
Uscita15 set 2017
Tracce16
Recensito il
3 ago 2025