5 nov 2007
100
Burial
Untrue
5 nov 2007
Electronic
Dubstep
UK Garage
Tier 1°
Rank 26°
Tracce 13
Durata 51 min
La recensione
Me lo ricordo ancora: ero in treno, avevo letto un post su Instagram che ricordava questo disco, parlandone come qualcosa di geniale, e la curiosità ha vinto. Premo play e mi sono ritrovato catapultato in un altro mondo — mi sentivo come in un sottoscala di una casa inglese, di notte, con un rave in partenza. Untrue fa questo effetto lì fin dal primo ascolto, e non è un caso che apra proprio con Archangel e Near Dark, due masterpiece che ti agganciano subito e non ti lasciano più andare.
Incredibile pensare che un ragazzo praticamente sconosciuto — quando uscì all'epoca nessuno sapeva davvero chi fosse Burial, la sua identità sarebbe venuta fuori solo l'anno dopo — usando un software per modificare le onde sonore, senza l'uso di alcun sequencer come i colleghi dell'epoca, abbia praticamente prodotto uno dei dischi elettronici fondativi della dubstep, influenzando una generazione di produttori successivi. E non era nemmeno un esordio: il primo album omonimo, uscito l'anno prima su Hyperdub (l'etichetta di Kode9), era già stato incoronato disco dell'anno dal Wire — ma è con Untrue che Burial è diventato una leggenda.
Untrue è un vero capolavoro dell'elettronica e la sua forza principale sta nella capacità di Burial di creare beat avvolgenti, che suonano dark, quasi oscuri ma che vengono contrastati da voci R&B campionate e stretchate, creando una combo magnetica e ipnotica. Il disco passa da tracce più uptempo e ritmate come le già citate Archangel e Near Dark, a brani più atmosferici e quasi ambient come In McDonalds.
Un progetto che funziona benissimo come ascolto continuo, dalla prima all'ultima traccia. 51 minuti da godersi con delle belle cuffie, per uno dei dischi elettronici migliori di sempre.
Incredibile pensare che un ragazzo praticamente sconosciuto — quando uscì all'epoca nessuno sapeva davvero chi fosse Burial, la sua identità sarebbe venuta fuori solo l'anno dopo — usando un software per modificare le onde sonore, senza l'uso di alcun sequencer come i colleghi dell'epoca, abbia praticamente prodotto uno dei dischi elettronici fondativi della dubstep, influenzando una generazione di produttori successivi. E non era nemmeno un esordio: il primo album omonimo, uscito l'anno prima su Hyperdub (l'etichetta di Kode9), era già stato incoronato disco dell'anno dal Wire — ma è con Untrue che Burial è diventato una leggenda.
Untrue è un vero capolavoro dell'elettronica e la sua forza principale sta nella capacità di Burial di creare beat avvolgenti, che suonano dark, quasi oscuri ma che vengono contrastati da voci R&B campionate e stretchate, creando una combo magnetica e ipnotica. Il disco passa da tracce più uptempo e ritmate come le già citate Archangel e Near Dark, a brani più atmosferici e quasi ambient come In McDonalds.
Un progetto che funziona benissimo come ascolto continuo, dalla prima all'ultima traccia. 51 minuti da godersi con delle belle cuffie, per uno dei dischi elettronici migliori di sempre.
Mood
ipnotico
misterioso
Brani imperdibili
Archangel · Near Dark · Raver
Profilo sonoro
Scheda
Uscita5 nov 2007
Tracce13
Durata51 min
Recensito il
13 ago 2026